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Echi del Convegno
del MLP
(Rubrica ECO di San Gabriele -
Luglio-Agosto 2004)
Dal
27 al 30 maggio 2004 si è svolto presso il santuario di san
Gabriele l’VIII Convegno Nazionale del Movimento Laicale Passionista, con la partecipazione di circa 200 membri
della Famiglia Passionista: religiosi, suore e laici. È stata
davvero una grande festa passionista: la partecipazione delle
massime autorità della Congregazione e del MLP ne hanno
evidenziato l’importanza.
È
stato svolto il tema “Il mistero pasquale nella vita del
MLP”, presentato da tre ottime relazioni
del P. Gabriele Cingolani, missionario passionista in Canada e
approfondito nel lavoro di 12 gruppi.
Tutti
hanno partecipato con interesse, giovani e anziani; notiamo
soprattutto la partecipazione attiva di diverse giovani famiglie
di Civitanova Marche.
Abbiamo
raccolto le impressioni di tre giovani mamme, Maria Grazia,
Elisabetta e Mariella.
“È stato
significativo per me e per la mia famiglia vedere circa 200
persone della Famiglia Passionista, consacrati e laici,
provenienti da tutte le regioni d’Italia, uniti dall’amore
per il Cristo Crocifisso. Il messaggio che mi è arrivato è che
il carisma passionista ha come fine l’esaltazione del Cristo
risorto, perché solo pensando alla risurrezione si possono
superare i grandi ostacoli della vita, quali malattie, lutti,
disgrazie. È indispensabile trasmettere questo messaggio
soprattutto attraverso l’amore per i crocifissi.
Le
tre relazioni del padre G. Cingolani ci hanno entusiasmato
riaccendendo in noi il desiderio di farci trasformare da Gesù,
per divenire suoi testimoni e suoi portatori ai fratelli di
questo mondo, che non ha più interesse di conoscere un Dio
sentito troppo lontano, ma del quale ha più che mai bisogno. Mi
ha colpito maggiormente la necessità di vedere sempre presente
la risurrezione in tutta la vita di Cristo, dall’incarnazione
alla morte, e nella vita del suo corpo mistico. Non possiamo
vivere ed annunciare il Cristo fermandoci alla passione, il
messaggio acquista forza e fascino annunciando l’intero
mistero pasquale: passione, morte e resurrezione, anche per
vincere la tentazione a rinchiudersi in un certo dolorismo o
sentimentalismo che non porta a vivere la risurrezione con
Cristo fin da ora, ma porta alla tristezza e alle disperazione.
In Cristo la morte è generatrice di vita, perché è gloriosa,
e noi passionisti siamo parte di questo mistero pasquale per
essere ricolmi della gioia del risorto.
Il
matrimonio cristiano, come “l’eco del si di Gesù in
croce”, è la definizione che più mi ha colpito nel
sacramento della mia vocazione. Le testimonianze personali sono
state una ricchezza di vita che hanno completato le catechesi.
Le celebrazioni eucaristiche, la penitenziale e la veglia di
Pentecoste, animata sapientemente da padre Aurelio, sono stati
momenti di preghiera indimenticabili”.
Il Laico Passionista testimone del Crocifisso risorto.
Margherita,
una maestra in pensione di Spoleto, ci ha rilasciato
interessanti riflessioni che compendiamo.
“Essere
laico passionista significa vivere la spiritualità della croce;
è una grazia di Dio, che ci chiama a meditare la passione del
Figlio suo, nella visione di un amore senza fine, vincitore
della morte. Tale vittoria ci fa vedere la croce in una luce di
dolore-amore e ci riempie di gioia. È una visione gioiosa che
rende il laico passionista
una persona donatrice di felicità, un testimone di
speranza, perché consapevole che, in Cristo, morte-risurrezione
sono un’unica realtà su cui prevale la vita.
Un tema stupendo, necessario per vivere la spiritualità
passionista da cristiani autentici; riflessioni che mi
sollecitano a rivedere il mio vissuto quotidiano, a verificare “il
mistero pasquale” dentro e fuori la liturgia, ad esaminare
la mia fede. Mi ha coinvolto l’affermazione “coscienza
eucaristica passionista”, che evidenzia il rapporto
croce-risurrezione, croce-eucaristia. E’ stato un discorso
forte e pertinente per noi laici passionisti, perché ci invita
a superare la paura del mistero della croce per ricordarci che
nel momento in cui fissiamo il crocifisso, noi guardiamo
l’amore di Dio per noi, un amore che ha continuato la strada
della risurrezione e che ci accompagna sempre nella eucaristia,
in quanto “Cristo risorto si fa eucaristia”. In tal
modo potrà fare memoria continua del “mistero pasquale”,
imparando, nella offerta di sé, a diventare dono per i
fratelli.
Il laico passionista diventa cosi, un testimone credibile in
questa società di morte, perché ama la croce con il cuore del
Risorto. Diventa un conforto per i fratelli sofferenti che
saranno aiutati a capire il valore salvifico del dolore, quale
preludio di una vita nuova da risorti”.
P.
Alberto Pierangioli
albertopier@tiscalinet.it
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