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Sommario degli Articoli
scritti da P. Alberto Pierangioli e pubblicati su "L'Eco di San Gabriele", mensile di attualità del Santuario di san Gabriele dell'Addolorata (TE)

 


P. Alberto Pierangioli

Luglio-Agosto 2003.  RUBRICA DI SPIRITUALITÀ PASSIONISTA E LAICI

Fare amare l’amore

(Rubrica ECO di San Gabriele - luglio-agosto 2003)

Abbiamo cercato di sintetizzare gli elementi essenziali della dottrina spirituale di san Paolo della Croce, soprattutto in riferimento ai laici. Visto così, il cammino spirituale additato dal Santo potrebbe sembrare troppo ripiegato su se stesso, come se l’unico pensiero fosse la propria salvezza e santificazione.
San Paolo della Croce ha trovato il centro del cammino spirituale in Gesù Crocifisso; da Lui ha appreso non solo l’importanza dell’amore di Dio, ma anche l’amore del prossimo e il valore delle anime, costate il sangue di Cristo e quindi l’urgenza dell’apostolato. Già nel diario del Castellazzo, il giovane Paolo, meditando la passione di Gesù, scriveva il 4 dicembre 1720: «Dicevo che desidererei essere scarnificato per un'anima e mi pareva languire, vedendo la perdita di tante anime, che non sentono il frutto della passione del mio Gesù». Non si può approfondire l’amore per il Crocifisso, senza desiderare che il suo sangue non sia stato versato invano.
Mosso da questa profonda convinzione, Paolo, ancora laico, incomincia un intenso apostolato, prima in patria e poi in varie regioni d’Italia, apostolato che diventa sempre più intenso quando diventa sacerdote. Nella passione di Gesù ha scoperto il mezzo più efficace per riportare a Dio le anime più lontane. Predica centinaia di missioni in molte regioni d’Italia, guida spiritualmente migliaia di anime, scrive decine di migliaia di lettere di direzione spirituale.
Vuole i suoi religiosi grandi contemplativi e "santi operai", cioè grandi apostoli. Nella Regola ricorda loro che "uno dei fini principali della Congregazione è non solo d'essere indefessi nella santa orazione, per attendere alla santa unione con Dio, ma ancora d'incamminarvi i nostri prossimi". Desidera che i passionisti facciano questo non solo nella predicazione, ma anche in confessionale e in tutte le occasioni opportune, convinto che la meditazione della passione è un «mezzo efficacissimo per vincere il peccato e incamminare le anime in poco tempo a grande santità». Di questo impegno i passionisti fanno un voto particolare, che è il distintivo della Congregazione.
È l’impegno che il santo addita oggi anche ai "laici passionisti", chiamati ad "amare e fare amare Gesù Crocifisso". Oggi non è concepibile una spiritualità che non faccia sentire anche l’urgenza dell’apostolato. Questo vuole oggi la Chiesa da tutti i laici che vogliono vivere in modo serio la propria fede. La grande Esortazione Apostolica "I fedeli Laici" di Giovanni Paolo II dedica buona parte del suo svolgimento all’apostolato dei laici. Afferma tra l’altro: "I fedeli laici, proprio perché membri della chiesa, hanno la vocazione e la missione di essere annunciatori del Vangelo. È una urgenza intramontabile. Ogni discepolo è chiamato in prima persona; nessuno può sottrarsi nel dare la sua propria risposta: "Guai a me, se non predicassi il vangelo!" (1Cor 9,16). A tutti ripeto il grido appassionato: Non abbiate paura! Aprite, anzi, spalancate le porte a Cristo!" .
"Signore, fa che io ti ami e ti faccia amare!": è l’invocazione che deve scaturire continuamente da ogni cuore che ama sul serio il Signore. Concludiamo con il grido del B. Don Orione: "Oggi chi non è apostolo è apostata!".

San Paolo della Croce, i Laici e la Passione di Gesù
(Lettera a Giannotti Laura)

Scacci ogni vano timore e confidi in quel caro Salvatore, che l'ha lavata nel Suo preziosissimo Sangue, una goccia del quale basta a lavare le macchie di mille mondi e di tutti i mondi possibili. Si aiuti con orazioni giaculatorie, con slanci d'amore verso Dio, con atti di filiale confidenza: O Gesù, amore dell'anima mia, in voi spero! In voi credo! Voi amo! O Sangue caro di Gesù! O Sangue prezioso! O Sangue dolcissimo! In voi sono tutte le mie speranze. Sì, mio caro Salvatore, m'avete lavato, m'avete purificato nel Sacramento della Penitenza e vi siete scordato dei miei peccati: troppo torto vi farei a dubitarne. O Piaghe care! Piaghe santissime! Piaghe divinissime! Voi siete l'oggetto delle mie speranze! Spero, mio Dio: anche se fossi sulle porte dell'inferno spererò in voi!"

 P. Alberto Pierangioli
albertopier@tiscalinet.it

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