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Fare amare l’amore
(Rubrica ECO di San Gabriele -
luglio-agosto 2003)
Abbiamo
cercato di sintetizzare gli elementi essenziali della dottrina
spirituale di san Paolo della Croce, soprattutto in riferimento
ai laici. Visto così, il cammino spirituale additato dal Santo
potrebbe sembrare troppo ripiegato su se stesso, come se l’unico
pensiero fosse la propria salvezza e santificazione.
San Paolo della Croce ha trovato il centro del cammino
spirituale in Gesù Crocifisso; da Lui ha appreso non solo l’importanza
dell’amore di Dio, ma anche l’amore del prossimo e il valore
delle anime, costate il sangue di Cristo e quindi l’urgenza
dell’apostolato. Già nel diario del Castellazzo, il giovane
Paolo, meditando la passione di Gesù, scriveva il 4 dicembre
1720: «Dicevo che desidererei essere scarnificato per
un'anima e mi pareva languire, vedendo la perdita di tante
anime, che non sentono il frutto della passione del mio Gesù».
Non si può approfondire l’amore per il Crocifisso, senza
desiderare che il suo sangue non sia stato versato invano.
Mosso da questa profonda convinzione, Paolo, ancora laico,
incomincia un intenso apostolato, prima in patria e poi in varie
regioni d’Italia, apostolato che diventa sempre più intenso
quando diventa sacerdote. Nella passione di Gesù ha scoperto il
mezzo più efficace per riportare a Dio le anime più lontane.
Predica centinaia di missioni in molte regioni d’Italia, guida
spiritualmente migliaia di anime, scrive decine di migliaia di
lettere di direzione spirituale.
Vuole i suoi religiosi grandi contemplativi e "santi
operai", cioè grandi apostoli. Nella Regola ricorda
loro che "uno dei fini principali della Congregazione è
non solo d'essere indefessi nella santa orazione, per attendere
alla santa unione con Dio, ma ancora d'incamminarvi i nostri
prossimi". Desidera che i passionisti facciano questo
non solo nella predicazione, ma anche in confessionale e in
tutte le occasioni opportune, convinto che la meditazione della
passione è un «mezzo efficacissimo per vincere il peccato e
incamminare le anime in poco tempo a grande santità». Di
questo impegno i passionisti fanno un voto particolare, che è
il distintivo della Congregazione.
È l’impegno che il santo addita oggi anche ai "laici
passionisti", chiamati ad "amare e fare amare
Gesù Crocifisso". Oggi non è concepibile una
spiritualità che non faccia sentire anche l’urgenza dell’apostolato.
Questo vuole oggi la Chiesa da tutti i laici che vogliono vivere
in modo serio la propria fede. La grande Esortazione Apostolica "I
fedeli Laici" di Giovanni Paolo II dedica buona parte
del suo svolgimento all’apostolato dei laici. Afferma tra l’altro:
"I fedeli laici, proprio perché membri della chiesa,
hanno la vocazione e la missione di essere annunciatori del
Vangelo. È una urgenza intramontabile. Ogni discepolo è
chiamato in prima persona; nessuno può sottrarsi nel dare la
sua propria risposta: "Guai a me, se non predicassi il
vangelo!" (1Cor 9,16). A tutti ripeto il grido
appassionato: Non abbiate paura! Aprite, anzi, spalancate le
porte a Cristo!" .
"Signore, fa che io ti ami
e ti faccia amare!": è l’invocazione
che deve scaturire continuamente da ogni cuore che ama sul serio
il Signore. Concludiamo con il grido del B. Don Orione: "Oggi
chi non è apostolo è apostata!".
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San
Paolo della Croce, i Laici e la Passione di Gesù
(Lettera
a Giannotti Laura)
Scacci ogni vano timore e confidi in
quel caro Salvatore, che l'ha lavata nel Suo preziosissimo
Sangue, una goccia del quale basta a lavare le macchie di mille
mondi e di tutti i mondi possibili. Si aiuti con orazioni
giaculatorie, con slanci d'amore verso Dio, con atti di filiale
confidenza: O Gesù, amore dell'anima mia, in voi spero! In voi
credo! Voi amo! O Sangue caro di Gesù! O Sangue prezioso! O
Sangue dolcissimo! In voi sono tutte le mie speranze. Sì, mio
caro Salvatore, m'avete lavato, m'avete purificato nel
Sacramento della Penitenza e vi siete scordato dei miei peccati:
troppo torto vi farei a dubitarne. O Piaghe care! Piaghe
santissime! Piaghe divinissime! Voi siete l'oggetto delle mie
speranze! Spero, mio Dio: anche se fossi sulle porte
dell'inferno spererò in voi!" |
P.
Alberto Pierangioli
albertopier@tiscalinet.it
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