|
PADRE E FONDATORE
(Rubrica ECO di San Gabriele -
Dicembre 2005)
Il 10
ottobre abbiamo celebrato la festa di san Paolo della Croce. Per
noi, religiosi e suore passionisti, chiamare Paolo della Croce “nostro
Padre e Fondatore” è ovvio: così abbiamo appreso a conoscerlo e a
chiamarlo fin dal nostro ingresso nella comunità passionista.
Ma quando sento anche tanti laici chiamare san Paolo della
Croce “nostro
Padre e Fondatore” provo non solo gioia, ma una grande
commozione.
In
questi ultimi 30 anni noi religiosi siamo diminuiti di numero,
siamo poche migliaia; ma la Famiglia Passionista è cresciuta
grandemente grazie a tante migliaia di laici passionisti di
tutto il mondo, che in vari modi vivono la spiritualità e gli
insegnamenti del nostro Fondatore.
Per la festa
di san Paolo della Croce ho ricevuto diversi messaggi augurali
da tanti laici che in vari luoghi e in vari modi si sono uniti a
noi passionisti nel celebrare il nostro Santo.
Dalla
Toscana Maria Laura:
“Oggi, 19 ottobre, mi unirò a voi con la preghiera.
Auguro di cuore a lei ed a tutti gli Amici di Gesù Crocifisso
di camminare santamente sotto lo sguardo di san Paolo della
Croce. Soprattutto voglio davvero ringraziarla per aver dato a
noi laici la possibilità di chiamare il nostro santo "Padre e Fondatore" ed il
privilegio di far parte della
“Famiglia Passionista”.
Dal
Lazio Antonella: “Oggi, 19 ottobre, sono andata a Roma, per
poter partecipare alla messa in onore di san Paolo della Croce
nella basilica dei Santi Giovanni e Paolo. Che gioia! Ho potuto
sostare qualche minuto in preghiera nella sua cameretta, da dove
volò al cielo e poi giù in basilica davanti alla sua urna. Mi
sono sentita in comunione con tutta la Famiglia
Passionista ed ho pregato per tutti, sacerdoti, consacrati e
laici. Ho ricevuto davvero un dono grande!”.
Sintetizzo
una bella relazione della festa celebrata a Morrovalle, inviata
da Maria Grazia.
“Il 19
ottobre centinaia di laici abbiamo celebrato a Morrovalle
insieme ai religiosi passionisti la festa di san Paolo della
Croce. Ormai sono anni che ci ritroviamo a questo appuntamento
sempre numerosi e uniti ai piedi della Croce sotto lo sguardo e
la guida di Paolo Danei. È stata una celebrazione intensa e
partecipata dove veramente ci siamo sentiti tutti facenti parte
di una unica famiglia. Abbiamo sperimentato la gioia di
ritrovarci in un una famiglia che ci accompagna al Signore. Il
nostro assistente, padre Alberto, nell’omelia, ci ha ricordato
come san Paolo della Croce ha sentito “il bisogno di amare e fare
amare Gesù Crocifisso e per questo sente la necessità di avere
dei compagni in questa grande missione”. Ha poi proseguito: “Anche la vostra è una
chiamata, una vocazione a conoscere, amare e seguire Gesù
Crocifisso, vocazione all’amore e alla gioia vera, vocazione e
missione a portare l’amore di Gesù nelle vostre famiglie, nel
vostro ambiente, soprattutto a tante anime lontane da lui,
spesso per ignoranza, perché nessuno ha mai parlato loro
dell’amore del Signore”.
Mi sono chiesta in che senso io, laica e mamma di famiglia, posso
considerare san Paolo della Croce mio Padre e Fondatore.
Leggendo le sue lettere si ha l’impressione di parlare con un
persona presente e che ci conosce molto bene, conosce i nostri
dubbi, le nostre difficoltà, ci conforta e consiglia
saggiamente. Egli ancora oggi, attraverso i suoi scritti, guida
tanti suoi figli spirituali verso la santità. Nella mia
esperienza personale, come un padre amorevole, mi ha spiegato
perché amare Dio e perché amarlo nella sofferenza. Mi ha detto
che Dio è amore sempre e che mi vuole come figlia. Mi ha
incoraggiata ad accostarmi con confidenza e profonda intimità
al Signore e a cercare di entrare nel suo cuore e nel cuore di
Maria. Mi ha fatto conoscere che ogni mia debolezza e ogni mia
sofferenza è stata già di Gesù e per questo è stata
purificata e santificata.
Mi ha indicato la necessità di amare Gesù senza limiti,
abbandonandomi totalmente alla volontà del Signore nella vita
di ogni giorno. Attraverso i suoi scritti ci ha aperto il suo
cuore alla fiducia nelle difficoltà del cammino spirituale, ma
nello stesso tempo ci consola con parole che ci incoraggiano a
continuare a camminare nella via della santità. Anche il suo
chiedere preghiere ai figli spirituali ci fa comprendere la
necessità e la gioia di farci carico del sostegno spirituale
dei nostri fratelli religiosi passionisti. Ringraziamo davvero
il Signore per averci donato san Paolo della Croce e per averci
chiamati a far parte della Famiglia Passionista”.
P.
Alberto Pierangioli
albertopier@tiscalinet.it
INIZIO PAGINA
|