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Spiritualità
passionista del Natale
(Rubrica ECO di San Gabriele -
Dicembre 2004)
Il fondatore della Famiglia Passionista, san Paolo della Croce,
è conosciuto come l’apostolo del Crocifisso, il santo che più
di ogni altro ha approfondito, vissuto e annunziato l’amore a
Gesù Crocifisso. Ma è significativo che egli sia stato anche
uno dei santi più innamorati di Gesù Bambino, perché nei due
grandi misteri della vita di Gesù egli leggeva una sola parola:
Amore! Come egli ha bagnato di lacrime di amore e di
dolore tante immagini di Gesù Crocifisso, così ha bagnato di
lacrime di tenerezza tante immagini di Gesù Bambino. Egli
inculcava la “morte mistica”, per arrivare alla “divina
rinascita”.
Paolo della
Croce ha contemplato in Dio soprattutto l’amore e ha compreso
che è stato l’amore per l’uomo a fare incarnare il Figlio
di Dio e a portarlo poi alla croce, per questo amava contemplare
Gesù Bambino che dorme sopra una croce.
Scriveva: “Io avevo una bella immagine di Gesù Bambino, che
se ne dormiva placidamente sopra una croce. Oh quanto mi piaceva
quel simbolo! Lo diedi ad una persona crocifissa, ma di santa
vita. Io volevo, come bramo anche per lei, che quell’anima
fosse bambina per purità e semplicità e dormisse sopra la
croce del dolce Gesù”.
E ancora: “Nel Santo Natale, quando avrà il Bambino nel suo
cuore, tutta trasformata in Lui per amore, dorma con Lui nella
culla della croce e alla divina canzonetta che canterà Maria
SS., lei si addormenti con il divino Bambinello, ma fatta un sol
cuore con esso. La canzonetta di Maria a Gesù Bambino è
questa: “Sia fatta la tua Volontà come in cielo così in
terra”. E l’altra strofetta: “Operare, patire,
tacere”. E la terza strofetta: “Non ti giustificare,
non ti lamentare, non ti risentire”. Imparate bene questa
canzonetta, cantatela bene, dormendo sopra la croce e
praticatela con fedeltà: vi assicuro che vi farete santa”.
Per Paolo della Croce il presepio era una cattedra per imparare
tutte le virtù cristiane, come era una cattedra anche la croce.
Ecco alcuni suoi pensieri sul Natale inviati ai suoi figli
spirituali:
“Giacché il dolcissimo Gesù nasce in questa soavissima
Solennità, facciamoci ancor noi bambini con Lui, nascondendoci
sempre più nel nostro vero nulla, umili, semplici, come
bambini”.... Per capire il Natale, basta contemplare con viva
fede un Dio immenso fatto Bambino per nostro amore: lasci
l’anima in libertà di contemplare questo grande mistero, come
il Divino Maestro le insegnerà, e lei, come bambina, poverella
e umiliata, lo ascolti e l’obbedisca.... O che gran luce, che gran fuoco arde nella stalla di Betlemme!
Guai a me, se agli ardori di tanto fuoco non mi consumo di
amore!”.
Ho davanti agli occhi l’immagine della “Madre della Santa
Speranza”, immagine tanto cara a tutti i Passionisti,
perché riunisce la natività e la passione del Signore: Gesù
Bambino, stretto alla Mamma, mostra la croce, mentre Maria
sorregge il Figlio e gli sorregge la croce. È l’unione intima
del presepio con il calvario. È l’unione della missione del
Figlio e della Madre: il Figlio di Dio nasce da Maria per
incamminarsi verso la croce, per la nostra salvezza.
Lascio ora
che sia il nostro santo a fare gli auguri di Buon Natale ai
lettori di questa rubrica:
“Gli auguri ve li farò dall’altare
soprattutto la sacratissima notte di Natale e porrò i vostri
cuori sotto il manto, anzi nella braccia santissime di Maria
Immacolata, perché vi impetri dal suo divino Bambino copiosi
tesori di grazie sia spirituali che temporali. Prego il sovrano
divino Infante di concedervi ali di fuoco, ali di viva fede, di
fiducia e fervida carità, affinché il vostro spirito voli in
alto “nel seno del Padre”. Porrò i vostri cuori tra le
fasce del dolce Bambino, perché li riscaldi con il fuoco della
divina carità e Maria SS. li innaffi con le sue dolcissime
lacrime d’amore, versate nel vedersi il Re dei Re tra le
braccia, avvolto in poverissimi panni. Il divino Infante rinnovi
nei vostri cuori ogni momento la mistica natività, perché
possiate rinascere sempre più a vita deifica e santa, nel più
profondo della solitudine interna, in sacro silenzio di fede e
di santo amore”.
P.
Alberto Pierangioli
albertopier@tiscalinet.it
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