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Sommario degli Articoli
scritti da P. Alberto Pierangioli e pubblicati su "L'Eco di San Gabriele", mensile di attualità del Santuario di san Gabriele dell'Addolorata (TE)

 


P. Alberto Pierangioli

DICEMBRE 2004.  RUBRICA DI SPIRITUALITÀ PASSIONISTA E LAICI

Spiritualità passionista del Natale
(Rubrica ECO di San Gabriele - Dicembre 2004)

Il fondatore della Famiglia Passionista, san Paolo della Croce, è conosciuto come l’apostolo del Crocifisso, il santo che più di ogni altro ha approfondito, vissuto e annunziato l’amore a Gesù Crocifisso. Ma è significativo che egli sia stato anche uno dei santi più innamorati di Gesù Bambino, perché nei due grandi misteri della vita di Gesù egli leggeva una sola parola: Amore! Come egli ha bagnato di lacrime di amore e di dolore tante immagini di Gesù Crocifisso, così ha bagnato di lacrime di tenerezza tante immagini di Gesù Bambino. Egli inculcava la “morte mistica”, per arrivare alla “divina rinascita”.
Paolo della Croce ha contemplato in Dio soprattutto l’amore e ha compreso che è stato l’amore per l’uomo a fare incarnare il Figlio di Dio e a portarlo poi alla croce, per questo amava contemplare Gesù Bambino che dorme sopra una croce.

Scriveva: “Io avevo una bella immagine di Gesù Bambino, che se ne dormiva placidamente sopra una croce. Oh quanto mi piaceva quel simbolo! Lo diedi ad una persona crocifissa, ma di santa vita. Io volevo, come bramo anche per lei, che quell’anima fosse bambina per purità e semplicità e dormisse sopra la croce del dolce Gesù”.

E ancora: “Nel Santo Natale, quando avrà il Bambino nel suo cuore, tutta trasformata in Lui per amore, dorma con Lui nella culla della croce e alla divina canzonetta che canterà Maria SS., lei si addormenti con il divino Bambinello, ma fatta un sol cuore con esso. La canzonetta di Maria a Gesù Bambino è questa: “Sia fatta la tua Volontà come in cielo così in terra”. E l’altra strofetta: “Operare, patire, tacere”. E la terza strofetta: “Non ti giustificare, non ti lamentare, non ti risentire”. Imparate bene questa canzonetta, cantatela bene, dormendo sopra la croce e praticatela con fedeltà: vi assicuro che vi farete santa”.
Per Paolo della Croce il presepio era una cattedra per imparare tutte le virtù cristiane, come era una cattedra anche la croce. Ecco alcuni suoi pensieri sul Natale inviati ai suoi figli spirituali:

“Giacché il dolcissimo Gesù nasce in questa soavissima Solennità, facciamoci ancor noi bambini con Lui, nascondendoci sempre più nel nostro vero nulla, umili, semplici, come bambini”.... Per capire il Natale, basta contemplare con viva fede un Dio immenso fatto Bambino per nostro amore: lasci l’anima in libertà di contemplare questo grande mistero, come il Divino Maestro le insegnerà, e lei, come bambina, poverella e umiliata, lo ascolti e l’obbedisca.... O che gran luce, che gran fuoco arde nella stalla di Betlemme! Guai a me, se agli ardori di tanto fuoco non mi consumo di amore!”.

Ho davanti agli occhi l’immagine della “Madre della Santa Speranza”, immagine tanto cara a tutti i Passionisti, perché riunisce la natività e la passione del Signore: Gesù Bambino, stretto alla Mamma, mostra la croce, mentre Maria sorregge il Figlio e gli sorregge la croce. È l’unione intima del presepio con il calvario. È l’unione della missione del Figlio e della Madre: il Figlio di Dio nasce da Maria per incamminarsi verso la croce, per la nostra salvezza.

Lascio ora che sia il nostro santo a fare gli auguri di Buon Natale ai lettori di questa rubrica: 

“Gli auguri ve li farò dall’altare soprattutto la sacratissima notte di Natale e porrò i vostri cuori sotto il manto, anzi nella braccia santissime di Maria Immacolata, perché vi impetri dal suo divino Bambino copiosi tesori di grazie sia spirituali che temporali. Prego il sovrano divino Infante di concedervi ali di fuoco, ali di viva fede, di fiducia e fervida carità, affinché il vostro spirito voli in alto “nel seno del Padre”. Porrò i vostri cuori tra le fasce del dolce Bambino, perché li riscaldi con il fuoco della divina carità e Maria SS. li innaffi con le sue dolcissime lacrime d’amore, versate nel vedersi il Re dei Re tra le braccia, avvolto in poverissimi panni. Il divino Infante rinnovi nei vostri cuori ogni momento la mistica natività, perché possiate rinascere sempre più a vita deifica e santa, nel più profondo della solitudine interna, in sacro silenzio di fede e di santo amore”.

P. Alberto Pierangioli
albertopier@tiscalinet.it

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