Un cammino sicuro alla
luce della Fede
San Paolo della Croce ha basato tutta
la sua vita sulla fede, che lo ha sostenuto nelle innumerevoli
difficoltà che ha dovuto superare. Non meraviglia quindi che
anche il cammino di santità che addita alle persone da lui
dirette sia basato sulla pura fede. La fede ritorna in ogni
pagina delle sue lettere, come fondamento di tutto il cammino
spirituale.
"Il giusto vive di fede", ripete
continuamente a tutti, e intende dire che tutta la vita deve
essere illuminata dalla fede. E’ l’unica strada per arrivare
a Dio. La fede, nella sua oscurità, è "più chiara del
sole"; "è più sicura del fatto che la mia pelle è
mia, perché si basa su Dio"; è l'unica garanzia
contro gli inganni della natura e del demonio.
«Vorrei che camminassimo in fede».
Questo è il suo continuo augurio, il suo programma, il suo
criterio di fondo nel giudicare ogni stadio e fenomeno di vita
interiore.
Scrive in poesia ad Agnese Grazi, che pure è arricchita da Dio
di doni particolari: «Questa è
la vera via:
La fede oscura - guida sicura
del santo Amor; - o qual dolcezza,
la sua certezza - mi reca al cuor!
Preghi in pura fede, con riposo d'amore in Dio. Oh! quanto grida
davanti a Dio quel sacro silenzio d'amore! Oh! quanto
arricchisce l'anima! Cerchi solo Dio, cerchi l'amore, e non
dubiti, che non sarà ingannata. la via sicura è la santa fede,
il fare orazione in viva fede».
"Vivere di fede"
significava per il santo vedere ogni cosa, lieta o triste, con
gli occhi di Dio, accettare ogni cosa da Lui, abbandonarsi nelle
sue braccia, ma soprattutto vivere continuamente alla presenza
di Dio.
Diceva: "Io non posso capire come mai si possa trovare
qualcuno che non pensi sempre a Dio". Per questo
ripeteva che l’orazione deve durare 24 ore al giorno.
Insisteva molto sulla grazia dell’inabitazione
di Dio in noi: «State in casa vostra! Voi siete il tempio di
Dio vivo. Visitate spesso questo santuario interiore. Vedete se
le lampade sono accese», e intendeva "le lampade
della fede, speranza, carità".
Osservava: "Alcuni hanno una
grande devozione di andare a visitare i luoghi santi e i templi
magnifici. Non disapprovo questa devozione. Ma la fede ci dice
che il nostro interno è il vivo tempio di Dio, e vi risiede la
SS. Trinità. Entriamo dunque spesso in questo tempio, per
adorarvi in spirito e verità la SS. Trinità. Oh! questa sì
che è una devozione assai sublime!».
Scrive san Vincenzo M. Strambi: "Il
P. Paolo ebbe non solo la fede necessaria a ogni cristiano per
salvarsi, ma quell’eccellenza di fede che forma i santi".
Questa vita di fede egli inculcava continuamente a tutte le
anime da lui guidate, religiosi e laici, come la base sicura di
ogni cammino di santità.
| San
Paolo della Croce, i Laici e la Passione di Gesù.
(Lettera a Maria Suscioli, giovane laica di Sutri)
"Viva
in modo che chi la rimira deve vedere in lei un vivo
ritratto del nostro Amore Crocifisso. Attenda a una
perfetta unione di carità con questo Sommo Infinito
Bene. Sia fedelissima a non lasciare mai la meditazione
della santissima Passione e dei Dolori di Maria.
Tenga il cuore raccolto, lo risvegli spesso con atti di
fede, dolci affetti ed atti di santo amore: nella
solitudine della sua camera prenda il Crocifisso fra le
braccia, gli baci con grande fede e amore le Sue Piaghe,
gli racconti i benefici che le ha fatto e se si trova
afflitta da scrupoli, o da tentazioni, li racconti a Lui
come una Figlia al Suo dolce Padre.
Lo preghi che le insegni a fare bene orazione, ad
amarlo, a ben servirlo; gli dica che le faccia una
predica, ed ascolti con riverenza le parole di vita
eterna che le dirà al cuore. Ascolti ciò che predicano
le spine, i chiodi, le piaghe, il sangue divino: o che
predica! O che predica!". |
P.
Alberto Pierangioli