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Sommario degli Articoli
scritti da P. Alberto Pierangioli e pubblicati su "L'Eco di San Gabriele", mensile di attualità del Santuario di san Gabriele dell'Addolorata (TE)

 


P. Alberto Pierangioli

Dicembre 2001.  RUBRICA DI SPIRITUALITÀ PASSIONISTA E LAICI

Una Testimonianza

Il Movimento Laicale Passionista è un cammino di santità aperto a tutti i laici, giovani e anziani, sani e malati. In esso ogni cristiano può trovare un aiuto e un sostegno per vivere pienamente il suo battesimo. 
In questa rubrica, dopo aver presentato la realtà del MLP italiano, vogliamo riportare alcune testimonianze di laici, giovani e anziani, che hanno trovato nella spiritualità di vari movimenti laicali passionisti un grande aiuto per ritrovare o approfondire la propria fede.
Iniziamo con una giovane maestra marchigiana, prossima laureanda e prossima sposa.

Da pulcino impaurito alla scoperta dell’amore

"Due anni fa venivo accolta nel Movimento Laicale Passionista “Amici di Gesù Crocifisso”. Ero come un pulcino impaurito. Impaurito dalla vita e da quella stessa croce che mi veniva additata da contemplare e amare. Le mie difficoltà erano enormi, vivevo nell’angoscia: i miei studi universitari bloccati, il rapporto con il mio ragazzo non chiaro, la vita di famiglia difficile.
Riconosco che, ancor prima di conoscere gli "Amici", la grazia mi ha sostenuto e aiutato, infondendomi un profondo desiderio di pregare, che realizzavo soprattutto con la lettura della Bibbia. Percorrevo così le tappe della storia della salvezza, ma ogni volta che giungevo alla croce mi prendeva l'angoscia, non riuscivo a soffermarmi su di essa, preferendo passare all'immagine più rassicurante della risurrezione.
La spiritualità passionista in questi due anni mi ha incoraggiata a pormi ai piedi della croce di Cristo, per lasciarmi semplicemente assorbire dal suo amore e imparare a conoscere il vero amore. Così, pian piano, ho scoperto accanto allo scandalo della croce, la sua bellezza e il suo significato. Ho visto nella croce di Gesù l’amore dell'Uomo Dio, che ha scelto di "domiciliarsi" là dove l'uomo di ogni tempo avrebbe potuto trovarlo: inchiodato a un pezzo di legno. Trovare Dio sulla croce incoraggia l’uomo a non fuggirla, ma a salirvi sopra, per scoprire una nuova prospettiva dalla quale guardare all'esistenza.
Secondo questa nuova ottica, ogni sofferenza può essere considerata come una duplice grazia: primo perché nella mondanità illusoria e menzognera in cui siamo immersi, la croce rappresenta la più grande possibilità che l'uomo ha d’incontrare, riconoscere e amare la verità; secondo perché considerata la tendenza egoistica ad affermare noi stessi sugli altri, la croce diventa "l'elettroshock" che ci riporta all’unica dimensione che ci può rendere felici: quella dell'amore fraterno.
Ecco perché oggi sono felice di consacrarmi da giovane fidanzata a Gesù crocifisso, perché so che è Lui la "pietra filosofale", che trasforma ogni dolore in prova o pegno di amore. Dal Crocifisso conto di ricevere la forza per realizzare ogni giorno il dolce imperativo "ama!", che anche tante volte mi viene ripetuto. Gesù, confido nel tuo amore. Grazie, per il dono te mi fai”.

Bettina

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