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ESERCIZI SPIRITUALI PER LAICI
(Rubrica ECO di San Gabriele -
Ottobre 2005)
Si è svolto
presso il Centro di Spiritualità del Santuario di S. Gabriele
(8-20 agosto) il 17° corso di Esercizi Spirituali per due
gruppi del movimento laicale passionista Amici di Gesù
Crocifisso. Il primo corso ha visto la partecipazione di 50
Amici ed è stato animato dal P. Alberto Pierangioli e dal P.
Bruno De Luca. Vi hanno partecipato, tra gli altri, il
coordinatore nazionale del MLP, Franco Nicolò e il P. Francesco
Guerra CP, con alcune laiche del MLP di Rocca di Papa.
Un corso di
esercizi spirituali è davvero un tempo di grazia per tutti, lo
è in modo particolare per dei laici, sempre alle prese con
tanti problemi e preoccupazioni di famiglia, di lavoro, di
problemi concreti, in una società sempre più chiassosa e
invadente. Avere la possibilità di lasciare tutto per una
settimana, per cercare Dio e ritrovare se stessi nella pace, nel
silenzio, nella preghiera,
nell’ascolto della Parola di Dio, è davvero una grande
grazia. Lo aveva capito bene S. Paolo della Croce, che voleva
nei conventi passionisti camerette adatte per accogliere laici
che volessero ritirarsi per alcuni giorni di ritiro spirituale.
Ecco due testimonianze di laici che hanno partecipato al primo
corso di esercizi.
“Considero
gli Esercizi Spirituali un tempo di salvezza, un richiamo forte
per una revisione di vita, un momento importante per alimentare
la fiamma della fede, spesso offuscata dal relativismo odierno.
In tale ottica li ho vissuti a S. Gabriele dall’8 al 13
agosto u.s. in un clima di preghiera, di silenzio, di adorazione
e di comunione fraterna. Ho
potuto riflettere più profondamente sulla mia identità,
acquistare sempre più la consapevolezza di essere amata da Dio
per riuscire ad offrirgli la mia vita cosi com’è, con le sue
difficoltà e perplessità.
Per confrontarmi con l’amore di Dio, mi è stato di grande
aiuto il tema del corso “Eucaristia: pane della vita”.
Sono state catechesi profonde, ricche di dottrina teologica che
l’animatore ci ha donato, per aiutarci a riflettere come
viviamo l’Eucaristia, questo grande mistero d’amore.
Non posso dimenticare le toccanti omelie che ci aiutavano a
partecipare con fede alla celebrazione eucaristica per diventare
con Gesù “offerti e offerenti”: un raro, stupendo
insegnamento, più volte ripetuto nelle catechesi, per vivere la
messa non come obbligo, ma come “dono-chiamata alla mensa
della Parola e dell’Eucaristia”. Con tale spirito, permeato
da un forte senso comunitario, si viveva anche il Rosario
meditato ogni sera, presso la cripta di S. Gabriele il quale
sembrava presentarci Maria, la sua “mammina”, per esortarci
a metterci nell’ascolto di Lei, la vera “donna
eucaristica”.
Come i discepoli di Emmaus, abbiamo imparato in questi giorni a
riconoscere il Signore nello spezzare il pane; una conoscenza
intima, fiduciosa che ci aiuterà a diventare anime eucaristiche
in una comunione di crescita e di donazione con tutti i
fratelli” (Margherita)
“Anche
questo anno, spinto da una forza interiore, mi sono ritrovato
presso il Centro di Spiritualità di S. Gabriele, a partecipare
insieme a tanti fratelli al “Corso di esercizi
spirituali”. Il tema: “Eucaristia: Pane della
Vita”, ponendo l’Eucaristia quale punto centrale del
nostro vivere quotidiano, veniva approfondito nelle varie
catechesi e omelie. La celebrazione delle Lodi, l’ora di
adorazione, gli incontri di gruppo, la celebrazione Eucaristica
e dei Vespri, il Rosario e la Compieta presso l’urna di S.
Gabriele, riempivano l’intera giornata. Il venerdì è stato
caratterizzato dal “deserto” e dalla “Via
Crucis” serale all’aperto.
L’ascolto attento delle catechesi ed il sereno approfondimento
con gli altri fratelli, mi ha messo nella condizione di
riflettere quanto il Signore ci ama e come si dona a noi
nell’Eucaristia. Ho meglio compreso il significato
dell’Eucaristia, come mistero di fede, presenza reale di
Cristo. Ho imparato a riconoscere il Signore oltre l’aspetto
del pane e del vino, identificando questi elementi materiali nel
suo reale corpo e nel suo sangue. Quante volte noi, così
abituati a guardare le cose senza gli occhi della fede,
partecipiamo alla celebrazione eucaristica come ad un atto privo
di significato!
Nel mio cuore porterò tutti questi sentimenti, sicuro che il
Signore ha parlato a ognuno di noi. Da come abbiamo ascoltato la
sua parola, da come ci avviciniamo alla mensa eucaristica, dalla
capacità di amarlo e di donarci a lui che potremo, come i due
discepoli di Emmaus, riconoscerlo: “Allora si aprirono i
loro occhi e lo riconobbero” (Franco).
P.
Alberto Pierangioli
albertopier@tiscalinet.it
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