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Sommario degli Articoli
scritti da P. Alberto Pierangioli e pubblicati su "L'Eco di San Gabriele", mensile di attualità del Santuario di san Gabriele dell'Addolorata (TE)

 


P. Alberto Pierangioli

Giugno 2002.  RUBRICA DI SPIRITUALITÀ PASSIONISTA E LAICI

Anche i laici possono consacrarsi?

Quando si parla di "consacrazione", si pensa subito ai sacerdoti e ai religiosi. Ma anche i laici possono essere dei consacrati, anzi la prima fondamentale consacrazione è la consacrazione battesimale, senza la quale non sarebbe possibile nessun’altra consacrazione. Ogni battezzato è "unto", cioè "consacrato" con lo stesso crisma che consacra i sacerdoti. Perciò come cristiani siamo tutti dei consacrati. "Consacrarsi" vuol dire diventare "sacro", cioè "santo". Non siamo noi a consacrarci, "è Dio che ci consacra", ci comunica la sua vita, ci rende "sacri", cioè santi, com’egli è santo. Egli ci ha scelti, ci ha riservati per sé, ci ha fatti suoi figli, per essere il suo popolo e partecipare poi alla sua gloria.
Tutti siamo chiamati alla santità, ma le strade per arrivarvi possono essere tante, purché basate sul Vangelo e approvate dalla Chiesa: sono le varie forme di vita cristiana, sono i carismi dei vari istituti e movimenti ecclesiali.

Consacrarsi vuol dire tendere seriamente alla santità, ognuno secondo la propria vocazione. La consacrazione non cambia la propria vocazione, ma la rende "sacra": il matrimonio con i suoi diritti e doveri, la vita religiosa, il sacerdozio, o qualsiasi altra scelta fatta alla luce di Dio.
Nei Terz’Ordini Laicali i laici fanno una loro "professione", o consacrazione laicale a Dio.

Anche chi segue la spiritualità passionista può fare questa consacrazione. Il carisma passionista è la spiritualità dell'amore. Esso nasce dal cuore innamorato di S. Paolo della Croce che proclama che "la passione di Gesù è la più grande e stupenda prova dell’amore di Dio". Per questo il segno distintivo del passionista è un cuore, sul quale è piantata una croce. S. Paolo della Croce intuì che l'origine di ogni male nel mondo è la dimenticanza dell'Amore di Dio manifestato nella passione di Gesù. Per questo annunciò instancabilmente con la vita e la parola la passione di Gesù e radunò compagni per lo stesso scopo. Il messaggio del santo Fondatore è stato raccolto da una grande schiera di religiosi, suore e laici, che formano la Famiglia Passionista.

Centinaia di laici del Movimento Laicale Passionista "Amici di Gesù Crocifisso" nei mesi di maggio e giugno hanno fatto per il sesto anno consecutivo la Consacrazione Solenne a Gesù Crocifisso e sono entrati a fan parte della Famiglia Passionista. La consacrazione è uno dei momenti più forti del cammino degli Amici di Gesù Crocifisso, come lo è per i religiosi il giorno della professione dei voti.

Chi può fare la consacrazione passionista? Chi è deciso a tendere alla santità e a vivere da laico la spiritualità passionista, cioè a prendere coscienza della consacrazione battesimale, accettarla consapevolmente, impegnarsi a viverla santamente nel proprio stato, secondo la spiritualità dell’amore, nel carisma passionista degli Amici di Gesù Crocifisso.

Gli impegni presi con la consacrazione non mettono paura, ma danno sicurezza che stiamo camminando da veri cristiani, con l’aiuto della Famiglia Passionista. Gesù sul Calvario si offrì per noi al Padre e ora rinnova ogni giorno migliaia di volte il suo sacrificio sugli altari del mondo, offrendo al Padre se stesso e noi, suo corpo mistico. Con la consacrazione passionista noi ci uniamo all’offerta di Gesù, facendo della nostra vita una continua offerta di amore, per la nostra santificazione e la salvezza del mondo.

San Paolo della Croce, i Laici e la Passione di Gesù (A una madre di 12 figli)

"Meditare la Passione del Signore è il modo migliore di arrivare alla santa unione con Dio. Mi dice che non sa fare alcuna orazione che sopra la santissima Vita, Passione e Morte del Salvatore. 
Seguiti pure così, che in questa santissima Scuola s’impara la vera Sapienza: qui è dove hanno imparato i Santi. Quando dunque si troverà nella difficoltà di meditare, se ne stia dolcemente alla presenza di Dio, ravvivi la fede senza sforzi di capo o di petto, credendo fermamente che il suo caro Dio è tutto dentro di Lei e fuori, nel suo cuore, nell’anima, nel corpo ed in ogni luogo. 
Sicché inabissata nell’immenso mare del suo amore, ben raccolta, con grande fede e riverenza parli in spirito al suo Dio sopra al soggetto della meditazione che s’era prefissa". 

P. Alberto Pierangioli
albertopier@tiscalinet.it

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