Anche
i laici possono consacrarsi?
Quando si parla di "consacrazione", si pensa
subito ai sacerdoti e ai religiosi. Ma anche i laici possono
essere dei consacrati, anzi la prima fondamentale consacrazione
è la consacrazione battesimale, senza la quale non sarebbe
possibile nessun’altra consacrazione. Ogni battezzato è "unto",
cioè "consacrato" con lo stesso crisma che
consacra i sacerdoti. Perciò come cristiani siamo tutti dei consacrati.
"Consacrarsi" vuol dire diventare
"sacro", cioè "santo". Non siamo noi a
consacrarci, "è Dio che ci consacra", ci
comunica la sua vita, ci rende "sacri", cioè santi,
com’egli è santo. Egli ci ha scelti, ci ha riservati
per sé, ci ha fatti suoi figli, per essere il suo popolo e
partecipare poi alla sua gloria.
Tutti siamo chiamati alla santità, ma le strade per arrivarvi
possono essere tante, purché basate sul Vangelo e approvate
dalla Chiesa: sono le varie forme di vita cristiana, sono i
carismi dei vari istituti e movimenti ecclesiali.
Consacrarsi vuol dire tendere seriamente alla santità,
ognuno secondo la propria vocazione. La consacrazione non cambia
la propria vocazione, ma la rende "sacra": il
matrimonio con i suoi diritti e doveri, la vita religiosa, il
sacerdozio, o qualsiasi altra scelta fatta alla luce di Dio.
Nei Terz’Ordini Laicali i laici fanno una loro
"professione", o consacrazione laicale a Dio.
Anche chi segue la spiritualità passionista può fare questa
consacrazione. Il carisma passionista è la spiritualità
dell'amore. Esso nasce dal cuore innamorato di S. Paolo
della Croce che proclama che "la passione di Gesù è
la più grande e stupenda prova dell’amore di Dio".
Per questo il segno distintivo del passionista è un cuore,
sul quale è piantata una croce. S. Paolo della Croce intuì che
l'origine di ogni male nel mondo è la dimenticanza dell'Amore
di Dio manifestato nella passione di Gesù. Per questo annunciò
instancabilmente con la vita e la parola la passione di Gesù e
radunò compagni per lo stesso scopo. Il messaggio del santo
Fondatore è stato raccolto da una grande schiera di religiosi,
suore e laici, che formano la Famiglia Passionista.
Centinaia di laici del Movimento Laicale Passionista "Amici
di Gesù Crocifisso" nei mesi di maggio e giugno hanno
fatto per il sesto anno consecutivo la Consacrazione Solenne
a Gesù Crocifisso e sono entrati a fan parte della Famiglia
Passionista. La consacrazione è uno dei momenti più forti
del cammino degli Amici di Gesù Crocifisso, come lo è per i
religiosi il giorno della professione dei voti.
Chi può fare la consacrazione passionista? Chi è deciso
a tendere alla santità e a vivere da laico la spiritualità
passionista, cioè a prendere coscienza della consacrazione
battesimale, accettarla consapevolmente, impegnarsi a viverla
santamente nel proprio stato, secondo la spiritualità dell’amore,
nel carisma passionista degli Amici di Gesù Crocifisso.
Gli impegni presi con la consacrazione non mettono paura,
ma danno sicurezza che stiamo camminando da veri cristiani, con
l’aiuto della Famiglia Passionista. Gesù sul Calvario si
offrì per noi al Padre e ora rinnova ogni giorno migliaia di
volte il suo sacrificio sugli altari del mondo, offrendo al
Padre se stesso e noi, suo corpo mistico. Con la consacrazione
passionista noi ci uniamo all’offerta di Gesù, facendo della
nostra vita una continua offerta di amore, per la nostra
santificazione e la salvezza del mondo.
San
Paolo della Croce, i Laici e la Passione di Gesù (A
una madre di 12 figli)
"Meditare
la Passione del Signore è il modo migliore di arrivare
alla santa unione con Dio. Mi dice che non sa fare
alcuna orazione che sopra la santissima Vita, Passione e
Morte del Salvatore.
Seguiti pure così, che in questa santissima Scuola s’impara
la vera Sapienza: qui è dove hanno imparato i Santi.
Quando dunque si troverà nella difficoltà di meditare,
se ne stia dolcemente alla presenza di Dio, ravvivi la
fede senza sforzi di capo o di petto, credendo
fermamente che il suo caro Dio è tutto dentro di Lei e
fuori, nel suo cuore, nell’anima, nel corpo ed in ogni
luogo.
Sicché inabissata nell’immenso mare del suo amore,
ben raccolta, con grande fede e riverenza parli in
spirito al suo Dio sopra al soggetto della meditazione
che s’era prefissa". |
P.
Alberto Pierangioli