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Il
Papa e la famiglia passionista
(Rubrica ECO di San Gabriele -
Maggio 2005)
Nel mio studio ho una foto con Giovanni Paolo II, mentre gli
bacio la mano. Mentre ora piangiamo la sua scomparsa, la rimiro
con commozione e con gratitudine a Dio per avercelo dato e per
avere avuto la grazia di avvicinarlo. Lo ricordo in questa
rubrica anche per il suo rapporto con la famiglia passionista.
I rapporti
di Giovanni Paolo II con i Passionisti sono stati continui,
soprattutto in occasione di convegni, capitoli generali,
beatificazioni, della visita al santuario di S. Maria Goretti
nel 1979, di S. Gabriele dell'Addolorata nel 1985, di S. Gemma
nel 1989, con la sorpresa della visita alla casa madre
dell'istituto, la Presentazione sul Monte Argentario, il 12
dicembre 2000, come un pellegrinaggio giubilare nei luoghi di S.
Paolo della Croce, come affermò egli stesso.
Un dono particolare per la Congregazione è stata la
canonizzazione del martire passionista S. Innocenzo Canoura
Arnau, nel 1999, la beatificazione di ben 34 passionisti, il
riconoscimento delle virtù eroiche, con il titolo di
“venerabile”, di altri 14 membri della famiglia passionista,
tra cui una laica, Lucia Burlini.
Il Papa ha
manifestato anche la grande fiducia verso la Congregazione
chiamando alla dignità episcopale ben 13 passionisti. Nel 1996
ha nominato Mons. Piergiorgio S. Nesti segretario della
Congregazione per la Vita Consacrata e Apostolica. Nel 1996 ha
nominato vicedirettore della sala stampa della S. Sede il P.
Ciro Benedettini, già direttore dell’Eco di S. Gabriele.
In molte
occasioni il Papa ha posto in risalto i vari aspetti della spiritualità
passionista, esortando a non perdere la "personalità di
contemplativi e di apostoli del Crocifisso".
Nel
messaggio al capitolo generale dei Passionisti, tenuto in
Brasile nel 2000, si rivolge con la confidenza di un padre ai “Cari
Passionisti”, esortandoli “ad
essere maestri di preghiera e speciali testimoni di Cristo
crocifisso, come sorgente alla quale il Passionista deve
attingere la propria spiritualità: amare là dov'è più
difficile amare; amare dove c'è più bisogno d'amore”.
Nello stesso messaggio, il Papa incoraggia i Passionisti a
promuovere la spiritualità dei laici.
Scrive:
“Nel programma dei lavori capitolari
avete riservato un particolare spazio alla riflessione sulla
condivisione del carisma passionista con i laici. Auspico di
cuore che quanti lo Spirito chiama ad attingere alle stesse
fonti della vostra sorgente carismatica possano trovare in voi
dei fratelli e soprattutto, delle guide capaci non solo di
condividere con loro il carisma, ma soprattutto di formarli ad
un'autentica spiritualità passionista”. Si riconosce
in queste parole il Papa della “Christi fideles laici”,
documento fondamentale per promuovere nella Chiesa la
spiritualità dei laici.
Nel 1994 benediceva la "Fiaccola
della speranza" dei giovani della Tendopoli che si
svolse al santuario di S. Gabriele dal 23 al 27 agosto. Nel 2001
rivolse agli stessi giovani una lettera di incoraggiamento, in
occasione della XXI Tendopoli del 21-25 agosto, esortandoli ad
essere fermento di vita cristiana nel loro ambiente. Scriveva: “Cari
ragazzi e ragazze! Cristo vi chiede di essere protagonisti
nell'odierna società di un profondo rinnovamento religioso
centrato sulla preghiera, sulla conversione personale e sulla
costante ricerca della comunione ecclesiale. Tocca anche a voi
adoperarvi con ogni mezzo per costruire una civiltà e una
cultura ispirate al Vangelo della carità. Il futuro del mondo
sarà in gran parte nelle vostre mani. Per portare a compimento
quest'importante compito, seguite con fedeltà il cammino
formativo della vostra tipica spiritualità, che vi chiede di
essere "pellegrini, sentinelle e testimoni". In questo
itinerario spirituale, vi sostenga l'esempio di San Gabriele
dell'Addolorata che, dalla grande tenda del Santuario, vi
protegge”.
Queste parole ci ricordano anche il “Papa boys, il Papa dei
giovani”, che si illumina e diventa ispirato quando parla
ai giovani. Per questo è stato capito, amato e seguito da
milioni di giovani. Non ci meraviglia allora la commozione con
cui i giovani della Tendopoli hanno annunziato sul loro sito web
la morte del Papa: “Una
grande mestizia ci accompagna in queste ore... Una mancanza che
sentiamo forte, la perdita del nostro Papa. Ci porta un vuoto e
ci manca... Noi che siamo nati, come Tendopoli, con lui e per il
suo stimolo. Ma è stato il nostro Papa a dirci di non avere
paura e non possiamo spegnere adesso la fiamma della speranza e
della fede”. Parole molto belle, che facciamo nostre, con un
impegno rinnovato di fedeltà a Cristo Crocifisso, alla Chiesa,
alla vocazione passionista.
P.
Alberto Pierangioli
albertopier@tiscalinet.it
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