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Laici passionisti a
Giulianova Lido
(Rubrica ECO di San Gabriele -
Aprile 2005)
La
parrocchia dell’Annunziata a Giulianova Lido accoglie in
questi giorni l’Urna di S. Gabriele dell’Addolorata nella
nuova chiesa dedicata al Santo. Qui sorgeva una comunità
passionista che ospitò san Gabriele quando nel 1859 dalle
Marche si trasferì in Abruzzo.
In questa
parrocchia, ricca della presenza di molti movimenti ecclesiali,
da due anni c’è anche un fervente gruppo del movimento
laicale passionista “Amici di Gesù Crocifisso”, accolto dal
parroco, Don Ennio di Bonaventura.
Il 24
ottobre 2004 12 laici di questa “fraternità” molto viva si
sono consacrati solennemente a Gesù Crocifisso, impegnandosi a
vivere da laici la spiritualità passionista. È stata una
esperienza straordinaria per tutti i partecipanti che non
avevano mai assistito a una messa di consacrazione di laici. È
stata una continua emozione in tutta la celebrazione, iniziata
con l’ora di adorazione davanti al Santissimo, seguita dalla
messa, celebrata dall’assistente spirituale, padre Alberto,
alla presenza del parroco, Don Ennio e del padre Bruno de Luca,
vice assistente.
Ecco
alcune testimonianze delle persone consacrate.
“Il
momento più emozionante della nostra consacrazione è stato
quando il sacerdote ci ha chiamato per nome e noi, alzandoci in
piedi, abbiamo risposto: “Mi hai chiamato, eccomi
Signore”. È stato come dire: “Sono pronta, Signore,
a testimoniarti dove tu vuoi”. Gesù ci chiama a
testimoniarlo nella nostra famiglia, nelle difficoltà di ogni
giorno, viste però alla luce nuova del suo amore. Sono felice
di essermi consacrata a Gesù Crocifisso, di avere avuto il
coraggio di dirgli apertamente che lo amo, che desidero
impegnarmi per farlo amare anche da chi metterà sulla mia
strada” (Santina).
“L’incontro
con il gruppo degli Amici di Gesù Crocifisso, insieme a mio
marito, non è stato un caso. Quando ho sentito parlare di
consacrazione ho pensato che il Signore veniva a farsi sentire
con forza nella mia vita. In questi giorni ho riflettuto molto
sul termine “consacrazione”; prendere una decisione
non è facile: se ti guardi dentro ti accorgi di essere indegna,
incapace. Ora guardo questa consacrazione come un grande dono,
perché il Signore vuole il nostro cuore, ci vuole riempire
della sua grazia. Questo pensiero mi riempie di gioia; come
battezzata, desidero riscoprire questo sacramento, per viverlo
con più consapevolezza. Porterò sempre con fede e amore il
Crocifisso e il segno passionista ricevuti dal sacerdote
nell’atto della mia consacrazione” (Anna Maria).
“Mi sono
lasciato coinvolgere dal P. Alberto, mio maestro nelle scuole
medie, a fare un cammino nel gruppo degli “Amici di Gesù
Crocifisso”. Per quasi due anni ci siamo incontrati con la
guida di P. Alberto, cercando di non mancare a questi
appuntamenti di grazia. Conoscere anime belle e amanti di Gesù,
mi stimola a partecipare e a pregare. E’ un ambiente ideale.
Noi tutti conoscevamo la preghiera vocale, ora conosciamo anche
la preghiera mentale, la meditazione. Chi medita veramente non
può offendere quel Gesù che ha conosciuto profondamente.
Stiamo crescendo insieme nell’amore a Gesù Crocifisso. Da
soli ci si lascia andare, si rimanda, non si prega. Questi
incontri sono uno stimolo a migliorarci. Per questo ho chiesto
di fare la prima consacrazione insieme a mia moglie e mi impegno
a partecipare e a far partecipare altri che possono gustare i
frutti della Croce” (Pio).
“Dopo
quasi due anni di frequenza del gruppo “Amici di Gesù
Crocifisso”, sono giunta alla Consacrazione, che ho compiuto
il 24 ottobre. Da molto tempo cercavo di far parte di un gruppo
ecclesiale; ne ho frequentato alcuni, ma senza che mi toccassero
il cuore. Poi ho conosciuto gli Amici di Gesù Crocifisso e ho
iniziato in parrocchia questo cammino di spiritualità
passionista. Ringrazio Gesù Crocifisso di avermi chiamata e
vedo giorno per giorno come la mia vita stia cambiando. Le
difficoltà non mancano, ma con l’amore di Gesù Crocifisso
cercherò di andare avanti perché, come dice S. Paolo della
Croce, “la Passione è Il miracolo dei miracoli
dell’amore di Dio; un mare di dolore, ma altresì un mare di
amore, un mare di pene che scaturisce dall’immenso mare
dell’amore di Dio” (Maria Rita).
P.
Alberto Pierangioli
albertopier@tiscalinet.it
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