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Alcune
testimonianze di Laici Passionisti
(Rubrica ECO di San Gabriele -
Aprile 2004)
Per preparare l’VIII
Convegno Nazionale del Movimento Laicale Passionista, che si
terrà nel Santuario di S. Gabriele dal 27 al 30 maggio 2004, è
stata promossa una inchiesta a livello nazionale sulla
situazione del MLP.
L’adesione
piena alla spiritualità del Movimento Laicale Passionista
cambia radicalmente la vita: Ecco la testimonianza commovente di
Maria
Teresa.
Avevo
sentito parlare del MLP alcuni anni fa, quando è sorto nella
mia parrocchia della Pietà a Recanati. Ne rimasi incuriosita e
chiesi a mio marito se volevamo andare a vedere; ma lui, molto
malato, non se la sentì e mi disse di andare da sola. Per non
lasciarlo solo non andai. Periodicamente il mio vicino di casa,
Gianni, mi portava il giornalino degli Amici di Gesù
Crocifisso, che leggevo con interesse. Nel 2000 mio marito morì.
Seguì la malattia di mia madre e un correre da un ospedale
all’altro. Mia madre guarì, ma rimase completamente cieca.
Ero molto giù nel fisico e nel morale, quando i vicini di casa
mi proposero di partecipare alla giornata di spiritualità degli
Amici di Gesù Crocifisso al santuario di S. Gabriele, nel
luglio 2001. Davanti all’urna del Santo, dopo aver ascoltato
la catechesi e pregato con il gruppo degli Amici di Gesù
Crocifisso, ho compreso che dovevo approfondire la mia fede. Da
allora faccio parte del gruppo degli Amici di Gesù Crocifisso
di Recanati.
Dire
che cosa è cambiato nella mia vita dopo l’incontro con il MLP
è cosa molto difficile. Niente e tutto, oserei dire. Guardando
dall’esterno tutto sembra proseguire allo stesso modo, senza
grandi cambiamenti.
A
me sembra che in qualche modo sia cambiato tutto. Gli incontri
di gruppo, i ritiri mensili, l’ascolto delle catechesi mi
danno ogni volta una grande carica interiore e la volontà di
partecipare con più entusiasmo e amore alla passione di Gesù.
Soprattutto mi ha aiutato a non lasciarmi prendere dalla
disperazione quando ho scoperto di essere affetta da un tumore
maligno allo stomaco. La mia vita è cambiata radicalmente in
poco tempo. Questa conoscenza è stata come una doccia fredda
che mi ha sconvolta; ma con la stessa velocità mi sono ripresa
e mi sono rivolta a Gesù Crocifisso. Non ho chiesto grazie, ma
la forza e il coraggio di sopportare il dolore e di accettarlo
con amore senza lamenti.
Sono
serena, anche se non so quale sarà l’evolversi della
malattia: se Gesù ha permesso questo, per me va bene. Il mio
male è ben poco in confronto di quello che Lui ha sofferto per
me. Sono andata in sala operatoria con Gesù sacramentato nel
cuore e prima di addormentarmi il mio pensiero è stato questo: “Gesù,
ti amo, fai di me quello che vuoi, io sono pronta a tutto”.
Penso che non avrei avuto tutto questo coraggio se non avessi
questo gruppo e la nostra guida spirituale, P. Alberto, che con
le sue catechesi e i suoi insegnamenti mi ha fatto comprendere
come sia grande l’amore che Gesù Crocifisso ha per tutti noi.
Sola,
in una cameretta di ospedale, ho avuto modo di riflettere e
pensare alla mia vita. Apro il libro “Voi siete miei
Amici” e medito “Gesù abbraccia la Croce”. Gesù
che soffre e offre tutti i suoi dolori per la nostra salvezza mi
fa capire quanto sia grande il suo amore per me. È giunto il
mio momento; anch’io dovrò dare in cambio qualcosa per colui
che ha dato se stesso in silenzio per me. Mi rivolgo a Lui con
il cuore: “Signore, pietà, accetta con benevolenza le mie
mancanze, la mia poca fiducia e soprattutto la mia paura”. Cerco
rifugio nella preghiera, che mi dà forza. Il mio pensiero va
spesso a Giulio, mio marito e a tutte le sue sofferenze, prima
di salire al Padre: il suo ricordo e soprattutto il pensiero di
Dio mi aiutano a superare questo momento.
Ora
sto meglio; mi mancano soltanto gli incontri in parrocchia e
soprattutto i ritiri mensili a Morrovalle e le catechesi di P.
Alberto. Anche se l’amico Gianni mi porta le registrazioni, mi
manca la presenza degli Amici, il confronto con loro e il loro
calore umano. Adesso ho iniziato a comprendere l’importanza
dell’amore a Gesù Crocifisso, al quale rivolgo spesso questa
preghiera: “Aiutami e dammi ancora un po’ di tempo per
conoscerti meglio e amarti sempre più”.
P.
Alberto Pierangioli
albertopier@tiscalinet.it
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