"Nel seno del
Padre"
"La vita di fede"
e "la volontà di Dio", cercata e seguita
sempre, secondo san Paolo della Croce, conducono necessariamente
l’anima fedele all’incontro con Dio; questo incontro avviene
nella "casa interiore", nel "fondo dell’anima",
o meglio, secondo una espressione tipica del Santo, nel "seno
del Padre".
Scriveva: "Stia sempre nel
centro dell’anima, che è il seno di Dio". Con questo
caratteristico linguaggio, egli vuole esprimere la mutua
collaborazione tra Dio e l’anima nel cammino di santità; ma
anche l’ineffabile realtà della "inabitazione"
di Dio nella creatura e della creatura in Dio: "Dio in
voi, e voi tutta in Dio". La creatura deve entrare con
la riflessione e con l’affetto nel Creatore e il Creatore
entra nella creatura nella misura in cui la creatura è capace
di riceverlo. Questa divina "compenetrazione"
faceva andare in estasi il santo, che, pieno di fede e di
commozione, esclamava: "Quando penso che l'anima mia è
il tempio di Dio, che Dio è in me, che io vivo, respiro, opero
in Lui, oh, quanto si rallegra il mio cuore!".
Ma perché questo avvenga sono
necessari alcuni atteggiamenti interiori ed esteriori: questo "divino
lavoro" va fatto in "sacro deserto interiore,
in sacro silenzio di fede e di amore; con alto raccoglimento
interno ed esterno e totale distacco da ogni creatura".
Questo linguaggio esprime la nota caratteristica dell'autentica
spiritualità: la vita interiore, che è l’impegno di
distaccarsi dalle creature e convergere e unificare le proprie
potenze spirituali in Dio, presente nel "centro o
fondo" dell'anima.
Noi esprimiamo tutto questo con la
parola "raccoglimento", che è l’intima
unione dell’anima con Dio. Questo era uno di quei "chiodi
fissi" che san Paolo della Croce cercava di conficcare bene
nella mente e nel cuore delle persone da lui dirette: "Avvezzatevi
al raccoglimento interno". "Statevene raccolti
in Dio, nel vostro interno". "Questo raccoglimento
portatelo da per tutto, lavorando, camminando, in camera e
ovunque state". Sono ritornelli ricorrenti nelle sue
lettere dirette non solo a persone consacrate, ma anche ai laici
impegnati nel lavoro e nella vita di famiglia.
Tutto questo perché il raccoglimento del cuore è "la
via corta per arrivare alla santità, un tesoro inestimabile,
perché unisce l'anima a Dio, da cui viene ogni bene".
Il raccoglimento interiore non solo
unisce a Dio, ma aiuta a ritrovare se stessi e riconduce all’unità,
all’equilibrio e alla pace interiore. Inoltre esso non si
riduce a un fatto puramente interiore, ma incide profondamente
nella vita concreta e crea uno stile di vita che rivela
l'unità, l'armonia e la ricchezza interiore: "Fate che
chi vi vede veda in voi un vivo ritratto di Gesù Cristo; e
risplenda in voi, cioè nel vostro volto, nei vostri andamenti e
nel vostro parlare, la virtù di Gesù Cristo".
Finalmente "il raccoglimento
non diminuisce l'attenzione dovuta agli affari, ma li fa fare
con maggiore diligenza e perfezione e santifica le opere di vita
attiva, perché saranno tutte opere profumate col balsamo del
santo amore, perché unisce l’azione con il tratto amoroso con
Dio".
Si va delineando così il cammino della spiritualità
passionista: vita di fede, volontà di Dio, unione con Dio.
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San
Paolo della Croce, i Laici e la Passione di Gesù
(Lettera
a Teresa Palozzi)
"Ponga in pratica queste due
parole preziose: "patire e tacere".
Questa è una strada e regola certa per essere santa. Faccia
conto d’aver sempre Gesù Crocifisso a lato, ma senza sforzo
di testa. Operi con spirito pacifico senza sforzo e faccia
frequenti affetti e giaculatorie.
Nell’orazione mentale, si fermi su quei misteri dove sente
più devozione. Preghi il dolce Gesù che le insegni a fare
orazione e sia certa che le sarà guida e maestro ed ogni suo
bene". |
P.
Alberto Pierangioli