11 febbario 2003. Lettera Circolare del Superiore Provinciale
 

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Documenti Curia DOL

 


Congregazione della Passione di Gesù Cristo
PROVINCIA "B.M.V. ADDOLORATA"
Via S.Maria ai Monti, 330 – 80141 –Napoli

Tel. e Fax 081/7513707 – Cellulare 338/6474243

Superiore Provinciale

Prot. PAR/03/2003             Napoli, 11 febbraio 2003

Carissimi Confratelli,

faccio eco al messaggio del Santo Padre Giovanni Paolo II per la Quaresima del 2003, che ha come tema "Vi è più gioia nel dare che nel ricevere" (At 20,35).

Come tutti i cristiani che si preparano alla Pasqua, anche noi passionisti della Provincia dell’Addolorata vogliamo utilizzare questo tempo penitenziale per eccellenza per recuperare quella gioia profonda che nasce da un cuore riconciliato con Dio e con i fratelli e che incentra la sua esperienza di fede nel mistero della Pasqua del Signore.

E’ necessario celebrare anche noi la Pasqua della nostra comunità religiosa provinciale.
Il Capitolo ci ha consegnato gli strumenti pratici per celebrare questo nostro "passaggio". Ora si tratta di non vanificare tale opportunità e, al contrario, cogliere una simile occasione per rinnovare la nostra Provincia religiosa, secondo quanto deciso.

Non possiamo dilazionare ulteriormente decisioni di decenni, ma è urgente reagire, unitamente, per costruire insieme un domani migliore per tutti.
La strada da seguire è quella di sempre e che la Quaresima ripropone in modo prepotente a ciascuno di noi: la conversione del cuore e la riconversione delle nostre attività.

Il tempo in cui viviamo ci chiede un ripensamento globale del nostro essere passionisti, oggi, ovunque siamo. La carenza delle vocazioni, la stasi in alcune nostre attività e l’assuefazione alla "normalità" non ammettono resistenze alla volontà di Dio, che ci chiama a rinnovarci. Nuove "passioni" devono farsi strada nel nostro cuore e nella nostra vita, soprattutto la passione per la propria santità, per l’annuncio missionario, per la nostra Congregazione.

"Esci dalla tua terra ... conta il numero delle stelle". Su questi testi biblici abbiamo riflettuto durante il Capitolo, come stimolo per progettare un futuro nel segno del rinnovamento e del potenziamento di ciò che ha ancora un senso, ma anche in vista di un futuro nel segno del coraggio, capace di abbandonare i pesi che ci costringono in schemi di vita non più possibili, né ammissibili.

Ecco, carissimi Confratelli, non c’è vera preparazione alla Pasqua se non ci disponiamo interiormente a lasciarci toccare dalla grazia della conversione e a riprogettare le nostre occupazioni e presenze nella Provincia religiosa.

Non ci consideriamo indispensabili in ruoli, attività e luoghi, dove operiamo da anni, ma abbiamo il coraggio di fare scelte nuove per noi e per gli altri.
Coltiviamo in noi, come ricorda il Santo Padre, quella "inclinazione al dono, insita nel fondo genuino del cuore umano" e anche a "trarre forza da quel singolare ed inesauribile tesoro di amore che è il dono totale di Gesù al Padre".

Noi siamo combattuti tra la generosità verso la nostra famiglia religiosa e la chiusura ad ogni ipotetico discorso di reale e concreto rinnovamento personale e comunitario.
Il Papa ci invita ad essere veri doni per gli altri, contro ogni forma, vecchia e nuova, di egoismo esagerato.

Sappiamo bene che "ogni persona avverte il desiderio di entrare in contatto con gli altri e realizza pienamente se stessa quando agli altri liberamente si dona"; ma ciò non sempre avviene anche tra noi.

"La nostra epoca – ci ricorda il Papa- è influenzata da una mentalità particolarmente sensibile alle suggestioni dell'egoismo, sempre pronto a risvegliarsi nell'animo umano". I religiosi non sono esenti da tale male, che si manifesta nella tendenza a ripiegarsi su se stessi, a coltivare una esagerata brama del possesso, nell'indifferenza per la sofferenza altrui, nella violazione delle norme morali, nella bramosia di guadagno.

Contro tali tendenze distorte "è necessario ricercare non il bene di una cerchia privilegiata di pochi, ma il miglioramento delle condizioni di tutti". Solo su questo fondamento si potrà costruire quell'ordine morale e religioso, realmente improntato a giustizia e solidarietà.

Riflessioni che interpellano anche noi, passionisti dell’Addolorata. Questa unica grande famiglia non può tollerare preferenze di sorta verso alcuni suoi figli, mentre altri sono del tutto dimenticati o non considerati. Abbiamo il dovere morale non solo di valorizzare i carismi di tutti nel quadro complessivo delle necessità della Provincia, ma anche di non fare preferenza alcuna, perché tutti siamo uguali e degni di rispetto e di attenzione per quel che siamo.

Per realizzare tutto ciò è importante porsi alla scuola del vero "maestro" d'amore. Un amore che "deve sgorgare da un rapporto vivo con Dio e a Lui fare costante riferimento, poiché è nello stare vicino a Cristo che risiede la nostra gioia. "Non si illuda il cristiano – ammonisce Giovanni Paolo II – di poter ricercare il vero bene dei fratelli, se non vive la carità di Cristo".

La Quaresima, è un periodo propizio per diffondere e testimoniare il Vangelo di carità in ogni luogo. Questi luoghi privilegiati per vivere la carità e per assaporare la gioia del dono, Carissimi Confratelli, sono le nostre comunità, nelle quali ci sono religiosi di ogni età e condizione, che necessitano da chi ha più energie e potenzialità del dono della nostra vicinanza e soprattutto del nostro fraterno amore. Se attiviamo la dinamica della carità, i nostri giorni saranno radiosi di speranza e di gioia nel donare e nel ricevere.

Perciò, nelle nostre comunità bisogna ripartire dalla carità, che non è un buonismo fine a se steso. E’ urgente uno stile di vita di totale immersione nell’amore oblativo a Dio, fino al sacrificio di ciò che è più caro ad ognuno di noi.

Mi auguro che tutti i religiosi abbiano a cuore le sorti della Provincia in questo suo particolare momento storico e si mettano in ricerca sincera della volontà di Dio su stessi e sull’intera comunità provinciale.

Che la Quaresima 2003 segni per la nostra Provincia una svolta significativa per relazionarci a Dio e ai confratelli con un amore pieno e senza riserva, mettendo da parte le nostre personali vedute, non sempre in sintonia con la nostra vita consacrata alla passione di Gesù Cristo.

Festa della Madonna di Lourdes

Il Superiore Provinciale
Padre Antonio Rungi cp

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