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P. Stanislao Renzi Provincia religiosa DOL (basso Lazio e Campania)


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P. STANISLAO RENZI, Superiore Provinciale 

Provincia religiosa DOL (basso Lazio e Campania)

DOL: Assemblea Provinciale 18-19 aprile 2001

RELAZIONI DALLE COMUNITÀ  (Parte Prima)

AIROLA , Francesco Minucci

AIROLALa nostra Comunità, convocata, si radunava quasi al completo il 4 Aprile c.a. Dopo la rituale preghiera il Superiore presentava i due argomenti da discutere nell'Assemblea Provinciale.
Argomento : Modalità della elezione del Provinciale e della partecipazione dei religiosi al Capitolo.
Dal dialogo risultò che la Comunità è favorevole a conservare l'attuale elezione diretta dei delegati. Qualcuno faceva  notare che nessun  sistema elettorale è perfetto, presentando sempre qualche difetto o lacuna che il tempo e l'esperienza potranno sempre correggere e perfezionare.
Argomento:Riflessioni sul tema del 44°Capitolo Generale:
“ Passione di Gesù Cristo, passione per la vita”.
Per questo argomento il P. Stefano Pompilio riportava le parole del messaggio del Papa indirizzato ai Capitolari: “Continuare ad essere maestri di preghiera e speciali testimoni di Cristo Crocifisso”.
E’ un forte ed alto invito a meditare e ad agire nel nostro tempo. Nella discussione si fece anche notare le novità del Capitolo Generale. Oltre al luogo (Itaici, SP, Brasile 2000) anche l’inserimento su Internet di tutto il suo svolgimento ed insieme la partecipazione dei laici alla preparazione e discussione del Capitolo stesso.

Calvi Risorta, Roberto Fella

CALVI RISORTATema:Modalità dell' elezione del Provinciale, partecipazione e Celebrazione del Capitolo (Atti LXXIII Cap. Prov. p. 117).

La Comunità si è riunita la prima volta il 26.02.2001 per esprimersi sul tema proposto.
Ogni membro della comunità ha espresso il suo parere, delegando poi al segretario del Consiglio di Famiglia di stendere la relazione, tenendo conto dei pareri espressi. La relazione è da approvare nel successivo incontro comunitario del 22.03.2001.
I pareri: guardiamo gli altri Istituti; lasciamo la legge vigente; facciamo sì che al Capitolo ogni Comunità sia rappresentata, cerchiamo di evitare intrallazzi e politiche preconcette.
Dai pareri espressi si può addivenire alla convergenza su un'unica proposta, accettata da tutti in linea di massima e già offerta da questa Comunità all'ultima Assemblea 2000.
Proposta: Con i membri di diritto al Capitolo provinciale partecipano i Superiori locali e tanti delegati secondo il numero percentuale stabilito dalla Autorità competente.
Proposta alternativa: Con i membri di diritto al Capitolo provinciale Partecipano tanti delegati secondo il numero percentuale stabilito dalla Autorità competente e il delegato con maggior numero di voti di ogni Comunità non rappresentata.
Motivazione: Al Capitolo provinciale vengono rappresentate tutte le Comunità locali, o dal Superiore o da un delegato almeno, perché possano esprimersi sui temi capitolari e avere il riconoscimento e la gratificazione per il lavoro compiuto. La relazione è stata letta, approvata e formata da tutti i membri della Comunità.

Casamicciola, Marco Caprio

CasamicciolaLa comunità di Casamicciola è formata da tre elementi: P. Enrico Cerullo, P. Marco Caprio, P. Carmine Flaminio. Nella Comunità, così costituita, serpeggiano da sempre sentimenti di stima e di rispetto reciproco. La nostra piccola Comunità è stimata e rispettata dal clero diocesano, da quello religioso e dal popolo dell’isola verde, sia per l’apostolato e sia per la testimonianza di vita.
Predicazione, scuola, aiuto spirituale alle varie parrocchie, esercizio di apostolato nella nostra frequentata chiesa, presenza nelle varie cappellanie a noi affidate, sono il frutto della nostra presenza a Ischia ed in special modo a Casamicciola Terme: basti pensare alla sentita partecipazione del popolo al pio esercizio della Via Crucis attuata con fede nella nostra Chiesa in tutte le domeniche di quaresima, l’affluenza dei fedeli dell’isola alla festa di S. Gabriele nella Congrega della Pietà da noi spiritualmente curata, alla presenza di numerosi fanciulli al corso di catechismo che si tiene nel nostro convento, ecc…
Ai frutti sopraccennati, non mancano i frutti spirituali esterni: P. Carmine, sempre sulla breccia, non si stanca mai di seminare nelle coscienze lo spirito del “Verbum Crucis” nei vari ministeri apostolici a lui affidati, e nel campo delle confessioni alle suore.
La stima del Vescovo e del clero in generale, ha dato a noi la possibilità di aprire nell’isola ai nostri confratelli un vasto campo di predicazione.
La nostra casa poi è aperta all’accoglienza sia durante l’anno e specialmente nei periodi estivi al clero, alle suore, ai nostri familiari e ai benefattori; negli anni passati hanno usufruito della nostra ospitalità il clero della diocesi di Nola, il clero della diocesi di Ariano e Lacedonia, numerosi sacerdoti di varie diocesi italiane, un gran numero di suore, molti nostri parenti e benefattori, e tutti sono rimasti toccati della testimonianza spirituale passionista ed hanno testimoniato con lettere la stima per l’ordine ed il ringraziamento per l’accoglienza ricevuta.
Dice un proverbio: “chi semina raccoglie”.
In questa bella isola del golfo di Napoli, dall’inizio della nostra presenza sino ai giorni nostri, si è avuto sempre un unico intento: predicare con la parola e con l’esempio la Passione di Gesù Cristo.
Il seme gettato nel tempo si è sviluppato ed ha prodotto buoni frutti: stima per la nostra Congregazione, fiducia ed amore a chi nell’isola la rappresenta.
Alla luce di questi effetti spirituali, tutti i religiosi che in questo luogo con sacrifici hanno operato, possono veramente essere felici.

Ceccano, Emanuele Zippo

CeccanoUna riflessione serena con comunione di osservazioni tra i religiosi ha dato vita a quanto viene ora esposto. Ci veniva chiesto di prendere in esame due temi particolari. I contributi fornitici in precedenza riguardo i temi dell'Assemblea hanno dato modo ad una riflessione prima personale e poi comunitaria, dove con il contributo di ogni religioso abbiamo potuto stilare un elaborato finale.
1. Elezione del Provinciale, partecipazione e celebrazione dei Capitolo: relativa normativa da esaminare e votare.
La comunità in riferimento a questo primo tenia dell'Assemblea si è così espressa: Per la partecipazione e celebrazione del Capitolo si continui ad adottare il metodo attuale abbassando il quorum dal 25% al 20%. Un Capitolo aperto a tutti discriminerebbe una rilevante fascia di religiosi: anziani e coloro che sono impegnati in uffici pastorali.
La comunità auspica che i delegati al Capitolo siano eletti in modo più sereno dei precedenti, facilitando magari, un libero scambio di idee per chi vuole incontrare confratelli di altre comunità. Certo c'è il rischio che una comunità non abbia un rappresentante, ma qui si tratta di elezione del Provinciale e non dei problemi delle singole Comunità. Qualora il Capitolo si celebri in due sessioni diverse, allora nella sessione sui "Nuclei programmatici" sarebbe auspicabile la presenza di un delegato per ogni comunità.
Sulla partecipazione dei Superiori al Capitolo non ci sembra una soluzione ispirata alla giustizia e allo spirito di carità. All'indizione del Capitolo i Superiori si trovano in scadenza di mandato e non si vede bene come possano partecipare ad un atto cosi rilevante per la Provincia.
Si desidera, inoltre, che si dia maggiore risalto all'aspetto spirituale del capitolo, prendendo in considerazione la prima sessione o il precapitolo come occasione di esercizi spirituali per i delegati. 2. Riflessione sul documento del 44' Capitolo Generale: "Passione di Gesù Cristo, passione per la vita".
La Comunità si é ritrovata sul documento dei 44° Capitolo Generale, anche perché sono riflessioni che già si trovano abbondantemente in tanti altri nostri documenti. li documento ci ha ricordato che l'amore del Padre nei confronti dell'uomo é un processo vitale di crescita che ha come luogo privilegiato la Comunità.
La Comunità ha preso in esame il fatto di rendere motivo di studio quello che i capitolari hanno riflettuto durante il Capitolo. Inoltre la Comunità ha posto maggiore attenzione soprattutto sulla dichiarazione dei Capitolo Generale dove si vieta il titolo di "Padri Passionisti". Si chiede come dobbiamo chiamarci?

FALVATERRA, Giacinto De Santis

FalvaterraLa Comunità nell'incontro del 15 marzo 2001, e quindi successivamente il 22, ha esaminato gli argomenti all'ordine del giorno.
Riguardo al modo di eleggere il Superiore Provinciale e relativa normativa, la Comunità a larga maggioranza (4 su 5), non ritiene necessario alcun cambiamento.
Nella discussione sul Documento dell’ultimo Capitolo Generale (44°), emergono due linee, che si possono anche considerare complementari:
a) di apprezzamento per lo sforzo fatto nel dare un impulso innovativo e per adattare il nostro Istituto alle varie culture ed ambienti in cui il nostro Istituto vive: scelta dei luogo della celebrazione, del motto, apertura ai laici ...
b) una valutazione più cauta ed attenta, per cui ci si chiede se questo vuol essere un programma, un gesto profetico, anche a prescindere dalla reale situazione che si vive, almeno nella nostra Provincia;
c) come pure sembra che non si sia prestata molta attenzione all'illuminante Messaggio del S. Padre, ed in particolare al forte richiamo al "Carisma di fondazione", ed a quello che, una volta, era il nostro apostolato specifico.
Sembra, cioè, di subire la tentazione di dover risolvere noi "Minima Congregazione della Passione", tutti i problemi del mondo di oggi: globalizzazione dell'economia, inquinamento ambientale, tutte le forme di povertà, "mucca pazza". Ecc. ecc.
Cose tutte che le organizzazioni umanitarie possono risolvere forse meglio di noi... e con maggiore competenza e mezzi più adeguati.
d) Ultima osservazione: in tutto il Documento non viene nominata una sola volta, salvo errore, la parola peccato (anche se ci si sofferma sugli effetti di questo, i più appariscenti, ma non certo i più determinanti, quali l'egoismo, l'edonismo, ecc.).
Sarà questo effetto di dimenticanza, oppure una scelta ideologica, per cui anche la Rivelazione e la Redenzione deve essere appiattita sul piano orizzontale (o sociologico), escludendo di proposito il piano verticale o teologico. Cioè vogliamo ridurre il nostro Istituto, e con esso la Chiesa, il Vangelo, la Redenzione stessa ad una espressione solo sociologica?
Una domanda, questa, che a noi, Comunità di Falvaterra, è venuta leggendo e rileggendo più volte il Documento dei Capitolo Generale 44°.

FORINO, Leone Russo

ForinoLa comunità di Forino nella stessa riunione capitolare per l’elezione del delegato all’Assemblea Provinciale, ha discusso sull’argomento riguardante il cambiamento o il mantenimento della normativa attuale circa l’elezione del Superiore Provinciale, e ci siamo scambiati qualche opinione e riflessione. Ci sarebbe dovuta essere una relazione scritta da parte del delegato della comunità a questa Assemblea, P. Michele Varone, che non ha potuto partecipare perché rimasto unico religioso in convento; ha provato a far pervenire la relazione via fax, ma non è riuscita la comunicazione.
Il Superiore P. Leone Russo, a braccio, illustra le conclusioni alle quali è pervenuta la comunità di Forino nell’incontro avuto. L’attuale legislazione circa l’elezione del Superiore Provinciale non si cambi. Si può apportare qualche aggiustamento circa la percentuale di partecipazione, ma la modalità resti la stessa. E questo perché noi pensiamo che l’elezione del Provinciale non sia tanto legata a questi argomenti, ma sia legata molto di più alla nostra situazione di animosità, tipicamente nostra, che purtroppo ci troviamo a vivere in modo traumatico ogni volta che viviamo queste scadenze nella vita della Provincia, e che purtroppo si prolungano in tutti gli atti degli anni successivi. Se riuscissimo ad acquisire un po’ di più lo stile dei Confratelli di altre Province, le cose andrebbero molto meglio.
L’opinione, quindi, della nostra comunità, ribadisco, è che non si cambi.
Circa i documenti riguardanti il Capitolo Generale, si rilevava che mancando una conoscenza più approfondita, non si potessero esprimere opinioni qualificate. Certamente urge una riflessione più all’interno della Chiesa in questo momento, che ci avrebbe permesso di collocarci meglio col nostro carisma e la nostra missione; si ha l’impressione che il documento capitolare in tal senso sia un po’ povero. Il Capitolo Generale è partito da dove siamo, ha proseguito con tutto un programma, che non ci sembra faccia apparire in modo evidente il nostro posto nella Chiesa.

ITRI, Valente Schiavone

ItriNon sono in possesso di una relazione scritta, ma riferisco a voce quanto è emerso dalla nostra comunità circa l’argomento proposto alla nostra attenzione e discusso nella riunione di capitolo locale che abbiamo tenuto. Abbiamo discusso unicamente sulle modalità da seguire per l’elezione del Superiore Provinciale. Abbiamo vagliato la possibilità di allargare la partecipazione al capitolo provinciale a tutti (partecipazione aperta a tutti), o puntare su una selezione qualificata, magari con percentuale più ampia.
La nostra comunità propende più per questa seconda ipotesi.
Credo che questo sia l’unico risultato emerso dalla nostra riunione; altri problemi non li abbiamo trattati. Si mantenga lo status quo, con possibilità di aggiustamento della percentuale.
Faccio mio quanto già sentito in altre relazioni: più che la tecnica della votazione, vale più lo spirito col quale bisogna partecipare alle assemblee capitolari, perché in passato siamo stati testimoni anche di qualche atteggiamento non sempre apprezzabile dal punto di vista sia evangelico e sia anche comunitario. L’augurio è che le cose possano accadere in meglio la prossima volta.

 

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