14 Settembre 2002. Prima Professione Religiosa dei Novizi

• Confr. Maurizio Cino dell'Amore Crocifisso

auguri MARURIZIO !Sono Maurizio, ho 23 anni, sono di Arnesano un piccolo paese della provincia di Lecce, e la mia provincia religiosa è il Sacro Costato (Puglia, Calabria, Basilicata). La mia presenza in congregazione è quasi casuale, anche se devo ammettere che vivendo in comunità ho imparato che quando si ha a che fare con Dio e con la sua volontà la casualità non esiste.

Ho lavorato in parrocchia in diversi ambiti: pastorale giovanile, catechesi, oratorio. Tutto ciò comunque veniva in secondo piano rispetto all’impegno che come giovane avevo: lo studio. Il mio desiderio più grande era quello, conseguita la maturità, di aprire uno studio privato per esercitare la professione di geometra. Man mano che la maturità si avvicinava e di conseguenza la realizzazione del mio fine, sentivo che tutto ciò non mi appagava più ma che andavo in cerca di qualcosa che andasse al di là del mio progetto. Sentivo, anche se a parole non può essere descritto, una spinta superiore che mi portava a fare un salto di qualità verso un qualcosa o meglio un qualcuno che fino a poco tempo prima era si importante ma non più di tanto: Gesù Cristo.

Ho parlato con il mio parroco e ho iniziato un cammino di discernimento vocazionale, naturalmente di tutto ciò era all’oscuro la mia famiglia e il gruppo di amici. Ero quasi arrivato alla conclusione del mio discernimento e ormai sicuro delle mie scelte avevo chiesto un colloquio con il responsabile diocesano della pastorale vocazionale per concretizzare il mio cammino. Ma ecco che Dio stravolge il mio progetto! Un giorno mi sono recato a un convento passionista vicino al mio paese, con un’amica per salutare un Padre: ho instaurato un dialogo sia con lui che con i seminaristi passionisti e vedevo che in me nasceva il desiderio, la curiosità di sapere sempre di più sulla realtà della vita passionista, sul carisma, sulla vita contemplativa - attiva. Sentivo che il mio asse di scelta si stava spostando da una realtà diocesana a una realtà comunitaria multiforme qual è quella passionista.

Ho partecipato a un corso di esercizi spirituali alla conclusione dei quali ho chiesto di fare esperienza diretta della vita comunitaria passionista nella casa di postulandato Bari. Ho frequentato l’anno umanistico e il biennio filosofico; naturalmente i problemi non sono mancati, ma le gioie che vengono da Dio compensano questi momenti. La mia maggior difficoltà è stata quella dell’inserimento anche se graduale in uno stile di vita che era ben diverso da quello che avevo quando ero a casa. Ma la comunità in questo mi è stata vicino e mi ha accompagnato. I miei tre anni a Bari sono ‘volati’: tra lo studio, l’apostolato in parrocchia, mi sono trovato alla fine di una tappa qual è il postulandato e l’inizio di un'altra il noviziato. Certamente il noviziato è una tappa importante ma sicuramente non percorribile se non si ha alle spalle l’esperienza del Il 14 settembre ho iniziato il mio noviziato insieme ad altri otto giovani che come me vogliono fare una forte esperienza di Cristo.

La giornata ritmata dalla preghiera, dallo studio mi aiutano a prendere sempre più coscienza del dono della vocazione e a prepararmi con serietà, responsabilità e fiducia alla professione. Il gruppo è abbastanza unito e desideroso di camminare e crescere insieme e questo è un appoggio sicuro per i momenti di sfiducia, di prova. Certamente il fine di quest’anno è il conformarsi a Cristo, lasciare l’uomo vecchio per rivestirsi dell’uomo nuovo, anche se ciò comporta un cammino di discepolato lungo e a volte faticoso. Per concludere posso affermare che nonostante le difficoltà, i disagi che un anno di noviziato può presentare rimane in me la fiducia che non sono stato io a scegliere questa via, ma che è tutto scritto in un progetto di Dio.

marzo 2002



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