DOMENICA XX DEL T. O. ( 19 Agosto)
Giovanni 6,51-58
Commento di P. Pierluigi Mirra passionista
Certamente quello di Gesù è un linguaggio che scuote e provoca meraviglia. Per portare l’uomo ad una mentalità che si elevi dalla concezione di una legalità opprimente, nel brano del Vangelo di Giovanni che oggi la Chiesa ci propone, Gesù ripete, in modo esplicito e senza possibilità di chiose, che Egli “ è il pane vivo disceso dal cielo.”, e che soltanto chi mangerà di questo pane e berrà a questo calice della nuova alleanza sarà salvato e entrerà nella vita eterna.
Dinanzi al mormorio scandalizzato dei Farisei, Gesù, non si frena , ma è ancora più esplicito, contestando in un certo modo la manna che i Padri hanno mangiato nel deserto.
Gesù pone come condizione di vita eterna la partecipazione alla sua mensa, quella mensa alla quale noi siamo invitati a partecipare e a prendere”gratuitamente” pane e vino da porre nella bisaccia del nostro pellegrinaggio verso l’eternità.
Quale è il segreto che questo pane e questa bevanda contengono? Attraverso questo cibo e questa bevanda veniamo “assimilati in Cristo”, siamo trasformati, veniamo “divinizzati”. Mangiare a questa mensa, è mangiare anche per il futuro, andare oltre il tempo, ed essere proiettati nell’eternità. Il banchetto a cui siamo chiamati è un’autentica spinta a pensare alla grande,ad uscire dai piccoli vicoli delle nostre paure, e a percorrere con Gesù la grande strada dell’amore che porta tra le braccia del Padre.
Fortificati dalla presenza di Cristo, sapremo gratuitamente partecipare ai fratelli l’amore ricevuto dallo stesso Figlio di Dio, e potremo gioiosamente compiere il santo viaggio insieme a tutti i fratelli, cercando di essere gli uni per gli altri samaritani di speranza.
















