DOMENICA XVII DEL T.O.( 29 luglio)
Giovanni 6,1-15
Commento di P. Pierluigi Mirra passionista
I figli di Dio non moriranno mai di fame! Nel quarantennale viaggio del popolo eletto nel deserto tra lamentele e nostalgie d’Egitto, Dio,nella sua grande misericordia, ha sempre ascoltato le invocazioni del suo popolo,che, attraverso Mosè, si rivolgeva a lui, e non sempre con toni filiali. Dio non è venuto mai meno alle sue promesse,e, ogni volta, ha soddisfatto le loro richieste.
Dio non ha mai abbandonato il suo popolo, perché il suo nome è Provvidenza! Anche l’episodio che ci narra il brano del II Libro dei Re, è un gesto della Provvidenza che Dio compie attraverso il profeta Eliseo, nonostante la ritrosia del servo che pesava solo il contenuto concreto della bisaccia.
Nel brano del Vangelo di Giovanni, Gesù ha compassione della folla che lo seguiva. Interpella la fede dei discepoli, ancora acerba. Sarà la merenda di un ragazzo avveduto a fare da materia prima per la grande moltiplicazione, che, oltre a sfamare cinquemila uomini e folla aggiunta, farà raccogliere dodici ceste di avanzi.
E’ la prefigurazione di un altro miracolo strepitoso che renderà sempre presente in mezzo ai suoi Cristo, in Corpo, Sangue, Anima e Divinità. Nessuno se ne accorge, a stento qualcuno avrà apprezzato la grande generosità di Gesù. Per i più quel pane è cibo gratuito.
Quando gli occhi della fede sono corti, e lo sguardo si ferma all’apparenza e non interpella la fede, è facile rimanere soltanto alla fase di meraviglia, senza riuscire a toccare la grandezza dell’amore che nasconde un gesto di grande generosità. Quale?
Dio sfama i sui figli con il Corpo e il Sangue del suo Figlio. Nella profonda adorazione, a noi discepoli di Cristo tocca apprendere questa grande lezione di generosità da parte di Dio Padre, una generosità donata, capace di andare oltre il tempo: ”Il Verbo si fece carne, e ha posto la sua dimora in mezzo a noi ”(Gv.1,14).
















