DOMENICA XV DEL T. O. (15 luglio)
Marco 6,7-13
Commento di P. Pierluigi Mirra passionista
Tempi difficili per i Profeti!
Il Profeta Amos, pecoraio e incisore di sicomori di Telkoa, è chiamato, dal Regno di Giuda, a portare il messaggio del Signore nel Regno del Nord,in Israele. Il primo che lo ha contestato e cacciato è, però, il sacerdote Amasia,dicendogli di tornare nella sua terra, dove potrà trovare lavoro e profetizzare in pace.
Amos risponde che non è una sua iniziativa quella di essere arrivato in Israele in nome del Signore, ma è stato Dio stesso a chiamarlo a profetizzare. Amos vuole dimostrare ad Amasia e a tutto il popolo l’importanza della libertà religiosa, rimproverando il compromesso esistente tra religione e politica.
Amos, protagonista della I Lettura, appare un uomo forte e attuale!
Anche oggi i tempi per i profeti sono duri, ma essi, perché mandati, non possono tacere dinanzi alle ingiustizie, alla cattiva distribuzione delle ricchezze, dinanzi a milioni di bambini che muoiono per malattie o per fame, mentre le risorse della terra,che appartengono a tutti, vengono gestite da pochi e magari per intenti non buoni, a danno della vita di tanti.
I profeti non possono tacere dinanzi alla dignità della persona che viene oppressa, alla mentalità di morte che si cerca di inoculare nella società, a danno della vita dei bimbi, delle donne e degli anziani.
I profeti non possono tacere anche se sono tra gente ribelle e testarda di cuore.
Ma è da comprendere da noi che crediamo che tutti dobbiamo scoprirci profeti, perché apparteniamo alla famiglia di Dio, e come tali, siamo chiamati a dire che Dio è misericordia, giustizia vera, amore, e anche geloso dei diritti che si negano ai suoi figli.
Siamo profeti per vocazione!
L’apostolo Paolo nel Prologo della Lettera agli Efesini, un Inno di lode a Dio Altissimo, ci richiama a ciò che Dio ha pensato per noi da sempre. Siamo un sogno di Dio, diventando, in Cristo, figli adottivi di Dio.
La Passione e la Morte di Cristo ci ha posti in Dio con una nuova identità: eredi con Cristo della vita eterna. Se siamo sati destinati ad usufruire dei diritti del Figlio di Dio, di conseguenza, siamo chiamati anche a porre in atto la sua missione, perché venga in tutti il Regno di Dio e davvero, come dice Paolo Apostolo, si faccia di Cristo il cuore del mondo.
Profeti, ma dove?
Nel proprio ambiente di vita, in famiglia, sul posto di lavoro, nella scuola!
“Dio ha bisogno degli uomini”, non è il titolo soltanto di un vecchio film, ma è la verità che Dio vuole passare e parlare attraverso le nostre mani, il nostro cuore, le nostre labbra. Noi, come profeti, siamo chiamati ad concretizzare il mandato di Dio nell’oggi!
















