IV DOMENICA DEL T. O. ( 29 gennaio)
Marco 1,21-28
Commento di P.Pierluigi Mirra passionista
Giovanni Battista è stato il primo a scoprire la vera identità di Gesù e per questo motivo lo testimonia ai propri discepoli ( Gv.1,35), sarà poi Pietro, in modo più esplicito a confessarla (Mt.16,16- Gv.6,69). Ma nella sinagoga di Cafarnao è addirittura il demonio a proclamare pubblicamente:” Io so chi tu sei, il Santo di Dio!”
Il diavolo, nemico per eccellenza, dinanzi alla potente forza che sprigiona Gesù è costretto a lasciare il corpo di quell’uomo ed a proclamare la Signoria di Colui che lo sta scacciando. Non fa meraviglia che conosca e proclami l’identità di Cristo, perché come scrive Giacomo nella sua Lettera (2,10) i “demoni credono e tremano”.
L’autorità con cui insegna Gesù gli viene da questa identità e dall’adesione cieca alla missione affidatagli dal Padre suo. I suoi concittadini son lì, meravigliati davanti all’insegnamento così impregnato di Spirito Santo e totalmente diverso da ciò che udivano dagli scribi e farisei.
Certamente influisce molto anche la differenza tra il conformismo apparente dei Giudei e l’autenticità del Maestro di Nazareth, tra l’essere cosciente della propria missione e quella del povero mestierante che vende il prodotto e gioca solo sull’apparenza.
Per questo motivo ci si pone domande sulla persona di Gesù e su questa nuova dottrina che offriva nuove prospettive e apriva nuovi orizzonti, aldilà della rigidità cultuale del popolo eletto.
Noi crediamo in maniera più o meno profonda nell’identità di Gesù, ma siamo un po’ restii a proclamarla. Eppure per il credente tale testimonianza dovrebbe essere luce per il proprio cammino e per quello dei fratelli. Conoscere Cristo per annunciarlo! Questo è il compito di ogni discepolo del Maestro di Nazareth. Nella conoscenza di Cristo troviamo Dio, e trovando Dio troviamo il Tutto che risponde alle nostre domande, ai nostri perché, e alle oscurità della nostra esistenza.
Seguiamo l’esempio degli Apostoli, che, appresa la lezione di vita alla scuola di Gesù, pur nella fragilità e debolezza dell’ora della Passione, carichi dello Spirito si spinsero fino ai confini del mondo per Cristo, e coinvolsero tutte le genti nel mistero di salvezza da Lui operato. Conoscere e poi fermarsi, è ignavia, e nascondersi per vergogna è viltà. Conoscere l’ identità di Cristo e proclamarla , con parole e gesti concreti di fede e di carità, è la condotta di coloro che sono veri discepoli di Gesù.

















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Conoscere l’identità di Cristo e proclamarla, questa è la nostra missione.
La Parola di Gesù può meravigliare, ma fa comprendere che solo Lui ha Parole di vita eterna!