Dopo la pubblicazione – il 12 dicembre 2011 – della Risoluzione n. 52 del tribunale peruviano di San Martino con sede in Tarapoto (riguardo le false accuse rivolte dal precedente governo al passionista Mario Bartolini, sotto processo per aver difeso gli indios peruviani privati illecitamente del loro territorio, ndr.), vogliamo condividere le nostre riflessioni con quanti hanno seguito la vicenda di P. Mario Bartolini con interesse e preoccupazione.
1. Consideriamo il contenuto della Risoluzione come “la vittoria della verità” sulle menzogne e gli imbrogli di alcuni politici del passato regime, persone insensibili alla problematica sociale, culturale ed etnicamente razzisti. Ci hanno imputato crimini mai commessi che oggi “pesano” sulla coscienza di quel governo. Ci hanno accusato di “promuovere la violenza”, quando agli occhi del mondo era palese e chiaro che i violenti non eravamo noi.
2. Il governo, con i suoi decreti anti amazzonici e incostituzionali, insieme ai congressisti che li hanno approvati, è rimasto cieco e sordo alle istanze del popolo amazzonico. Il politico falso, imbroglia, inganna e, per nascondere i suoi misfatti, punta il dito contro il popolo; lui è il tipico codardo e opportunista che non cerca altro che il proprio profitto.
3. Ringraziamo Dio che è sempre vicino ai poveri e con quelli che si prendono cura dei deboli del suo popolo. Il Signore non ci ha risparmiato nessuna fatica, non ci ha reso la vita più facile, ma ci ha dato la forza per superare gli ostacoli (spaccare i sassi sul cammino) e andare avanti. Ringraziamo Dio specialmente per tutte le persone e i mezzi di comunicazione sociale che hanno condiviso la nostra causa. Ci hanno fortificato con le loro preghiere. Ringraziamo Dio specialmente per quanti hanno aiutato la verità a trionfare: il Dottor Constante Díaz Fernández e gli avvocati che hanno collaborato insieme a lui nei diversi momenti del processo, il Dottore Víctor Raúl López Jara e la Dottoresa Vanesa Vela del Águila.
4. E’ la conclusione trionfale della protesta amazzonica che segna l’inizio di una nuova era, cioè la presenza dell’uomo amazzonico all’interno della realtà multiculturale e politico-sociale del Perù.
Ci auguriamo che nessuno sia più perseguitato a causa di una politica cieca e ingiusta, specie nei riguardi dei poveri e degli indifesi.















