Posted by Conf. Daniele on 21 gen 2012 /
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III DOMENICA DEL T. O. (22 gennaio)
Marco 1,14-20
Commento di P .Pierluigi Mirra passionista
Nel Vangelo di Marco, Gesù inizia la sua vita pubblica, riprendendo il discorso di Giovanni Battista circa la conversione, con la frase esplicita:” Convertitevi,perché il Regno di Dio è vicino!”
Un invito simile lo aveva fatto anche il profeta Giona, esortando gli abitanti di Ninive alla conversione, proiettando dinanzi ai loro occhi la distruzione addirittura della stessa città.
Lo stesso Paolo nella seconda lettura ci ha indicato come iniziare a percorre la via della conversione: proiettando lo sguardo verso l’ultimo giorno della nostra storia, appunto perché i giorni di ognuno sono contati dall’Alto,e guai a scegliere situazioni che possono legarci e ritardare la conversione.
Cosa significa convertirsi?
Sforzarsi di assumere la mentalità di Dio nel nostro percorso esistenziale più o meno lungo,e cercare di vivere questa scelta.
Ma per arrivare a ciò a volte è necessario rivoltare la nostra vita di 360 gradi,cercando di tessere gesti e atteggiamenti di vita che pongono Dio prima di ogni cosa, e di dare alle nostre opere il tono della presenza del divino.
Gesù unisce alla sua predicazione del “nuovo” anche alcune persone che chiama a seguirlo, offrendo a loro non soltanto il centuplo in questa vita ma soprattutto la vita eterna, condividendo però il rischio del sacrificio ,nella incomprensione della gente, e nella persecuzione dei nemici.
Questi uomini, che Egli chiamerà Apostoli, sono scelti tra la gente comune e non ricevono alcuna garanzia umana, ma essi lo seguono senza porre condizioni o chiedere gratificazione.
Tuttavia sono stimolati a fare un primo grande passo, quello di assumere la mentalità del Maestro, che è poi la mentalità di Dio.
Si convertiranno all’opera Gesù, anche se in momenti di paura, saranno investiti dalla paura del tutto umana e si nasconderanno, ma poi, rientrati in se stessi, renderanno testimonianza al Maestro di Nazareth, mostrando di essere convertiti sul serio, e ciò li porterà a giocarsi il tutto per tutto per Gesù.
Forse noi siamo legati ad antiche reti del passato o addirittura al peccato, è il momento di lasciare tutto e seguire Cristo, e porsi in un atteggiamento di conversione che ci farà sperimentare la vicinanza del Padre e la gioia nel cuore. Non dobbiamo avere paura del vuoto che portiamo dentro, o di un passato che ci rimprovera o sembra richiamarci indietro come una sirena . Dio riempirà i nostri vuoti con la sua infinta misericordia, e ,attirandoci verso un cammino fatto di umiltà, ci darà la grazia di essere più forti per sentirci meno soli nei momenti di oscurità.















